November 12, 2012 / 12:27 PM / 8 years ago

Wall Street - Stocks to watch del 12 novembre

NEW YORK, 12 novembre (Reuters) - I derivati sugli indici azionari statunitensi suggeriscono un avvio di seduta contrastato.

Tengono in ostaggio i mercati azionari i crescenti timori legati agli squilibri di bilancio degli Stati Uniti e la quasi consapevolezza che dalla riunione di oggi dell’Eurogruppo difficilmente si arriverà a una decisione definitiva sullo sblocco della nuova tranche di aiuti alla Grecia.

Poco confortante anche il quadro macro. L’entusiasmo per i dati sull’export record della Cina, usciti nel weekend, viene smorzato dai rischi di recessione in Giappone, la cui economia nel terzo trimestre si è contratta dello 0,9%, con una flessione superiore alle attese delle spese per investimenti.

Intorno alle 13 italiane il futures sul Dow Jones avanza di un marginale 0,19%, quello sull’S&P 500 segna +0,24%, mentre il derivato sul Nasdaq si mostra più deciso con un progresso dello 0,35%. Wall Street ha chiuso venerdì in leggero rialzo.

L’obbligazionario mostra prezzi in rialzo: i Treasuries decennali guadagnano 5/32 e rendono l’1,61%, mentre il titolo trentennale sale di 19/32 e rende il 2,74%. Il due anni è fermo a 99*31 con un rendimento dello 0,26%.

I titoli in evidenza:

* Apple Inc e HTC Corp hanno annunciato sabato un accordo di licenza decennale che mette fine a una delle peggiori guerre in termini di diritti di proprietà per gli smartphone.

* Il gruppo cinese Alibaba ha più che raddoppiato l’utile netto aprile-giugno con vendite in miglioramento del 71%. Yahoo Inc detiene il 24% di Alibaba.

* Exxon Mobil ha dichiarato che deve far fronte a un picco di 3,3 miliardi di dollari di costi nel progetto LNG in Papua Nuova Guinea a causa della crescente concorrenza.

* Sharon McCollam, l’ex chief financial officer di Williams-Sonoma Inc, rinuncerà al pensionamento per assumere la carica di finance chief di Best Buy Co Inc alla fine dell’anno, secondo una fonte vicino alla situazione.

* I legislatori britannici sentiranno oggi i dirigenti di Starbucks, Google e Amazon per capire come abbiano fatto a pagare tasse contenute nonostante i miliardi di dollari di vendite realizzati in Gran Bretagna.

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