3 settembre 2013 / 10:15 / tra 4 anni

Italia in coda per numero statali fra maggiori Paesi Ue, dice studio dirigenti

ROMA (Reuters) - Con 58 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti, l‘Italia si colloca agli ultimi posti fra i maggiori Paesi europei, secondo quanto sostiene una ricerca di Dirpubblica, la federazione che rappresenta i dirigenti e i funzionari della pubblica amministrazione aderente a Confedir.

Italia in coda per numero statali fra maggiori Paesi Ue, dice studio dirigenti. REUTERS/Navesh Chitrakar

“Il record va alla Francia (94), seguita da Gran Bretagna (92), Portogallo e Irlanda (81)”, spiega una nota che sintetizza i risultati dell‘indagine.

Nell‘ultimo decennio, dice Dirpubblica, la presenza di dipendenti pubblici in Italia è scesa da 65 a 58 ogni 1.000 residenti. È invece aumentata in tutti gli altri grandi stati europei: da 89 a 92 in Gran Bretagna, da 57 a 65 in Spagna e da 50 a 54 in Germania. Stabile la Francia, passata da 95 a 94.

“Negli ultimi 10 anni i dipendenti della pubblica amministrazione nel Belpaese sono diminuiti del 4,4%. Sono cresciuti, invece, in tutte le altre maggiori economie: +2,5% in Germania, + 5,1% in Francia, + 9,5% in Gran Bretagna e addirittura + 29,6% in Spagna”.

Dirpubblica segnala che la mobilità nella pubblica amministrazione è ancora modesta: “Nel 2011, per esempio, soltanto 14 dipendenti pubblici ogni 1.000 hanno cambiato incarico. In totale circa 37.500 persone”.

La maggior parte dei movimenti avvengono nello stesso comparto: solo in 1 caso su 1.000 i dipendenti sono entrati nei ranghi di un altro comparto.

Secondo l‘indagine, ci sono troppe rigidità e mancano gli incentivi nello spostamento del personale fra le diverse amministrazioni e a livello territoriale. In alcune amministrazioni ci sono gravi carenze di personale, mentre in altre c‘è abbondanza di addetti.

Giancarlo Barra, segretario generale di Dirpubblica, cita il “caso emblematico” dell‘Agenzia delle entrate: “Sono state fatte centinaia di promozioni senza un concorso e senza alcuna procedura trasparente, danneggiando così i cittadini, gli altri dirigenti e gli stessi incaricati che hanno ricevuto un mandato precario”.

“Contro queste nomine ‘abusive’ Dirpubblica aveva presentato un ricorso al Tar Lazio, che è stato poi accolto e l‘Agenzia è stata costretta a revocare le nomine”, dice Barra.

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