July 24, 2013 / 2:24 PM / 6 years ago

Kazake, Bonino: priorità governo resta tutela Shalabayeva e figlia

ROMA (Reuters) - Dopo la revoca dell’espulsione dall’Italia di Alma e Alua Shalabayeva, moglie e figlia di un leader dell’opposizione in Kazakistan, la priorità del governo resta quella di tutelare le due donne, ha detto oggi il ministro degli Esteri Emma Bonino.

La ministra degli Esteri Emma Bonino insieme al premier Enrico Letta in Senato, lo scorso 19 luglio. REUTERS/Remo Casilli

“La priorità dell’azione di governo deve concentrarsi sulla tutela delle due cittadine kazake, per assicurare loro piena libertà di movimento”, ha detto Bonino in un’audizione al Senato nel corso della quale ha sollecitato “il massimo di chiarezza” sulla vicenda delle due familiari di Mukhtar Ablyazov, espulse il 31 maggio dopo essere state fermate dalla polizia il 28 maggio a Roma.

L’ex commissaria europea e storica dirigente del Partito radicale ha detto che i suoi “interventi [tutela delle due donne] sono continui e incessanti”, e che nel frattempo Alma Shalabayeva “teme di essere vittima di incidenti e provocazione”.

La responsabile della Farnesina ha spiegato che il comportamento dell’ambasciatore kazako in Italia, che ha sollecitato presso il ministero dell’Interno l’operazione di polizia a cui è seguita l’espulsione della donna e della bimba di sei anni, è “inaccettabile”.

Ma ha avvertito anche che al momento dichiarare il diplomatico “persona non grata” provocherebbe una serie di ritorsioni. Un aumento della tensione non aiuterebbe un rientro in Italia della moglie e della figlia di Ablyazov, che le autorità kazake considerano un criminale per il fallimento della banca di cui era presidente.

Per il ministro “occorre evitare che una serie di azioni e reazioni indeboliscano la nostra struttura diplomatica ad Astana”, capitale del Kazakistan.

Nell’intervento, Bonino ha respinto l’idea che la Farnesia possa essere accusata di “responsabilità oggettiva” e ha criticato il Viminale per averle fornito a lungo informazioni troppo “scarne” sul caso.

Bonino ha raccontato di essere stata informata dell’affaire la sera del 31 maggio, poche ore dopo l’espulsione della donna e della figlia, da “esponenti della società civile”, e di essersi subito attivata per ricostruire la vicenda.

Due giorni prima, il 29 maggio, l’ufficio per il cerimoniale del ministero aveva ricevuto una richiesta dal Viminale per sapere se una certa Alma Ayan, con passaporto della repubblica Centroafricana, fosse accreditata come diplomatica in Italia, ha detto Bonino.

La risposta fu negativa, e la questione si chiuse lì.

ABLYAZOV HA STATO DI RIFUGIATO IN GB

Ma nel fax del ministero dell’Interno non si faceva menzione del vero nome della donna - che, si è saputo poi dai suoi avvocati, aveva usato un nome di copertura per motivi di protezione - né di quale fosse la nazionalità e che rischiasse l’espulsione, ha detto ancora Bonino. Precisando poi che in precedenza il Burundi aveva prima avanzato poi ritirato una candidatura della kazaka a console onorario a Napoli.

Per quel passaporto Shalabayeva è indagata dalla Procura di Roma con l’accusa di falso e ricettazione.

In ogni caso, ha detto il ministro, una volta informata del caso fece contattare il Viminale il primo giugno, cioè il giorno dopo l’espulsione. Mentre il 2 giugno ne parlò di persona con il ministro Angelino Alfano e il 3 giugno col premier Enrico Letta. Lo stesso giorno mobilitò l’ambasciata italiana in Kazakistan affinché tutelasse i diritti di Shalabayeva.

Pochi giorni dopo, da Londra, l’ambasciatore italiano informava di aver appreso - ufficiosamente e solo verbalmente - che Ablyazov ha lo status di rifugiato, in Gran Bretagna.

Bonino ha raccontato ai senatori che la Farnesina ha faticato ad avere informazioni dal Viminale, e che solo più di un mese dopo, l’8 luglio, ha ricevuto le informazioni che aveva richiesto sulla vicenda il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. E fino al 16 luglio, cioè quando è stata resa nota la relazione del capo della Polizia Alessandro Pansa, non era stato riferito nulla sull’atteggiamento “intrusivo” dell’ambasciatore kazako nei giorni che precedettero l’espulsione di Shalabayeva e sua figlia.

Oggi in un’intervista al “Giornale” l’ambasciatore Andrian Yelemessov ha detto di non aver fatto mai pressioni sul ministro Alfano, che nei giorni scorsi in Parlamento ha detto di aver saputo della vicenda solo dopo l’espulsione delle due donne.

Finora l’indagine sulla vicenda avviata dalla polizia ha portato alle dimissioni del capo di Gabinetto del ministro, il prefetto Giuseppe Procaccini, e alla richiesta di dimissioni del capo segreteria del Dipartimento di pubblica sicurezza.

Il caso ha fatto vacillare il governo Letta, con una mozione di sfiducia ad Alfano respinta dalla maggioranza Pd-Pdl-Lista Civica, nonostante la richiesta di dimissioni del capo del Viminale da parte di diversi esponenti democratici.

Massimiliano Di Giorgio Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below