July 22, 2013 / 6:38 AM / 6 years ago

Governo, nessuno vuole rimpasto, Pdl si spacca su omofobia

ROMA (Reuters) - Le polemiche su un rimpasto di governo a settembre hanno tenuto banco per due giorni nel dibattito politico per scoprire alla fine che nessuno lo vuole.

Il premier Enrico Letta (a destra) e il vicepremier Angelino Alfano. REUTERS/Remo Casilli

Il tam-tam delle polemiche è partito venerdì sera con una intervista del segretario del Pd Guglielmo Epifani al Tg3 Rai nel corso della quale ha parlato della necessità di fare un “tagliando” al governo a settembre.

La battuta è stata letta dai più come la richiesta di un rimpasto, dopo le roventi polemiche per il caso kazako sul ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Il Pdl è partito lancia in resta per chiedere, con il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, un “riequilibrio” nel governo, cioè un aumento del numero dei ministri del Pdl per portarli allo stesso numero di quelli del Pd e con nuovi attacchi al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, considerato dal centrodestra il principale ostacolo alle richieste di tagliare il peso della tassazione.

Il giorno dopo la sua intervista, però, Epifani ha precisato di non voler alcun rimpasto ma piuttosto una ridefinizione degli impegni programmatici del governo. Oggi intanto il presidente della commissione Bilancio della Camera, il Pd Francesco Boccia, difende l’operato di Saccomanni in una intervista a Repubblica e respinge l’idea del rimasto: “Rimpasti, sostituzione di ministri, l’assalto a Saccomanni? Ai cittadini interessa la soluzione dei loro problemi. Il resto piace agli attempati protagonisti della politica”, dice Boccia.

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi, intanto, secondo quanto avrebbe detto a un esponente del suo partito, sempre su Repubblica, si sarebbe lasciato scappare che “Alfano ha combinato un bel guaio” nel caso kazako, ma ora bisogna raffreddare lo scontro politico e non provocare scosse nel governo.

La battuta su Alfano (“ha combinato un bel guaio”) è stata in mattinata smentita dall’ufficio stampa di palazzo Grazioli: “Ancora una volta viene attribuito al presidente Berlusconi un giudizio sul ministro Alfano che non è stato né pensato né tantomeno pronunciato”.

Nel frattempo una nuova polemica interna sta spaccando il Pdl. Mara Carfagna e Maurizio Sacconi, insieme con Mariastella Gelmini e il ministro Maurizio Lupi, hanno insistito perché la maggioranza rinvii il disegno di legge contro l’omofobia giunto al rush finale in Parlamento.

Ancor più degli esponenti del Pd, a scagliarsi però contro questa posizione sono stati i compagni di partito: ieri Sandro Bondi e Stefania Prestigiacomo, oggi un altro ex ministro, Giancarlo Galan.

“Ma quale moratoria. Sui temi etici dobbiamo accelerare”, dice infatti Galan in una intervista a Repubblica.

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