April 15, 2013 / 7:24 AM / 6 years ago

Quirinale, Renzi boccia Marini e Finocchiaro

ROMA (Reuters) - Aprendo la settimana dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il sindaco di Firenze Matteo Renzi cerca di dare il suo passo al dibattito politico e boccia due candidati del Pd al Colle: Franco Marini e Anna Finocchiaro.

Il sindaco Pd di Firenze Matteo Renzi. REUTERS/Stefano Rellandini

In una lettera a Repubblica, Renzi argomenta contro la scelta di Marini, ex presidente del Senato, proveniente dalla costola del Pd che ha radici nella Democrazia cristiana, dicendo che “è gravissimo e strumentale il desiderio di poggiare sulla fede religiosa le ragioni di una candidatura a custode della Costituzione”.

Renzi ripropone uno degli argomenti che più gli hanno dato popolarità negli ultimi mesi, la “rottamazione” dei vecchi parlamentari del centrosinistra assimilati alla “casta”, dopo avere polemizzato duramente nel fine settimana con il segretario del suo partito Pier Luigi Bersani per la sua strategia che non avrebbe consentito di dare all’Italia un governo ad oltre 50 giorni dalle elezioni politiche.

“Due mesi fa Marini si è candidato al Senato dopo avere chiesto (e ahime ottenuto) l’ennesima deroga allo statuto del Pd. Ma clamorosamente non è stato eletto. Difficile a mio avviso, giustificare un ripescaggio di lusso, chiamando a garante dell’unità nazionale un signore appena bocciato dai cittadini d’Abruzzo”.

Non più tardi di ieri sera Renzi aveva attaccato anche Anna Finocchiaro, ricordando le foto della sua spesa all’Ikea con la scorta e per questo poco adatta a far passare un messaggio anti casta, dopo il successo dei grillini alle politiche.

FINOCCHIARO: ATTACCO MISERABILE. MARINI: NON SONO CANDIDATO

Oggi la senatrice catanese ribatte dura a Renzi sulla sua pagina di Facebook.

“Non mi sono mai candidata a nulla. Conosco bene i miei limiti e non ho mai avuto difficoltà ad ammetterli. Trovo che l’attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti”, dice la Finocchiaro.

E aggiunge: “Trovo inaccettabile e ignobile che venga da un esponente del mio stesso partito. Sono dell’opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato”.

Nel pomeriggio ha risposto anche Marini, in una nota, per respingere l’insinuazione “che io starei strumentalizzando e consentendo che venga strumentalizzato il mio essere cattolico a fini politici... Con la sua lettera invece è proprio Renzi che ha commesso il grave errore che mi addebita: usare la religione a fini politici”.

“Non posso lasciar passare in silenzio parole tanto gravi e offensive”, ha detto ancora l’ex senatore, aggiungendo di non essere “candidato a nulla” .

RENZI: MOLTA AMAREZZA

In serata Renzi chiude il cerchio dicendo di provare “molta amarezza” per le reazioni suscitate dalle sue esternazioni.

“Mi sembra ingiusto essere attaccato così solo per aver detto quello che penso io e che pensano milioni di italiani. Ma nella libertà e nel rispetto continuo a dire a viso aperto le mie idee e le mie proposte. Se qualcuno vuole parlare la lingua dell’insulto, si accomodi. Io non raccolgo”, scrive nella sua newsletter, garantendo che continuerà a impegnarsi “perché il Pd diventi un partito vincente”.

I nomi finora più accreditati dagli analisti politici come successore di Giorgio Napolitano sono ora quelli di Giuliano Amato e Romano Prodi. L’elezione del primo, ritenuto accettabile dal centrodestra, sarebbe funzionale ad un’intesa tra Pd e Silvio Berlusconi su un futuro governo.

Ma l’accordo deve ancora essere siglato e la condizione posta da Berlusconi di riservare alcuni ministeri ad esponenti di spicco del suo partito in un governo di larghe intese non è stata finora accettata da Bersani.

L’elezione di Prodi - inviso al centrodestra - con i voti del centrosinistra e possibilmente di una parte del M5s, renderebbe, secondo questa analisi, più probabile il ritorno alle urne entro l’estate.

Ma l’elezione del presidente della Repubblica si svolge a scrutinio segreto e tradizionalmente in questo voto si scaricano le tensioni presenti non solo tra i diversi blocchi, ma anche quelle interne ai partiti, il che rende difficile qualsiasi previsione sul suo esito.

Roberto Landucci Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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