April 5, 2013 / 6:44 AM / 6 years ago

Aviaria Cina, Shanghai sopprime pollame mentre si aggrava bilancio morti

SHANGHAI/HONG KONG (Reuters) - Le autorità cinesi oggi hanno soppresso 20.000 animali in un mercato di pollame a Shanghai, cuore finanziario della Cina, mentre il numero dei morti provocati dal nuovo ceppo di influenza aviaria è salito a sei, con ripercussioni sull’andamento delle azioni delle compagnie aeree in Europa e a Hong Kong.

Tecnici in tute e maschere protettive sopprimono gli animali in un mercato del pollame di Shanghai in cui è stato rilevato il ceppo H7N9 dell'influenza aviaria . REUTERS/Stringer

Il governo locale di Shanghai dice che il mercato degli uccelli di Huhuai è stato chiuso e che sono stati soppressi 20.536 polli, dopo che le autorità hanno rilevato il virus H7N9 in alcuni piccioni.

Tutti i 14 casi di infezione da virus H7N9 si concentrano nella Cina orientale e almeno quattro delle morti si sono verificate a Shanghai, città di 23 milioni di abitanti.

L’ultimo caso mortale è quello di un uomo di 64 anni della provincia di Zhejiang, dice l’agenzia stampa Xinhua, aggiungendo che nessuna delle 55 persone che hanno avuto stretti contatti con lui mostra sintomi influenzali.

Le autorità di Shanghai sottolineano che il ceppo H7N9 resta sensibile al farmaco Tamiflu, prodotto da Roche, e che chi riceve una diagnosi tempestiva può essere curato.

A Hong Kong gli indici azionari oggi sono scesi ai minimi da quattro mesi sulla scia dei timori che il nuovo ceppo di aviaria possa danneggiare l’economia locale. Tra le società che registrano le perdite più consistenti le compagnie aeree.

“Il settore sta reagendo ai timori di una nuova pandemia di aviaria in Cina, che colpirebbe il traffico aereo”, ha detto un analista del settora a Parigi.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha detto che non ci sono evidenze di “sostenuta trasmissione uomo-uomo” del ceppo H7N9, ma che è importante monitorare le circa 400 persone che sono state a stretto contatto con i 14 casi confermati di infezione.

“Abbiamo 14 casi in un’ampia area geografica, non abbiamo evidenze di un legame epidemiologico tra i casi confermati e non abbiamo evidenze di sostenuta trasmissione uomo-uomo”, ha detto il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl, a un briefing per la stampa a Ginevra.

Il Vietnam ha vietato le importazioni di pollame cinese. In Giappone, negli aeroporti dei manifesti invitano i passeggeri in arrivo dalla Cina a rivolgersi al medico in caso di sintomi influenzali

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