28 febbraio 2013 / 11:10 / tra 5 anni

Napolitano: Italia non è fonte di contagio per euro

di Stephen Brown

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. REUTERS/Jonathan Ernst

BERLINO (Reuters) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, difende la stabilità dell‘Italia dopo una consultazione elettorale inconcludente che in molti temono possa destabilizzare l‘euro.

Lo fa in Germania, il Paese che ha ispirato la politica di austerity seguita da Mario Monti negli ultimi 14 mesi e, secondo gli analisti, la straordinaria affermazione del Movimento anti sistema di Beppe Grillo, primo partito della Camera con il 25% dei voti.

Ieri il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto durante un Reuters Summit che il risultato elettorale in Italia non lascia intravvedere un governo stabile e che un pericolo di instabilità implica un pericolo di contagio.

Schaeuble ha anche ricordato quanto successo in Grecia, andata al voto per due volte di seguito nel brivido generale e sollecitato i neo eletti italiani a formare celermente un nuovo esecutivo.

“Non c‘è un‘Italia allo sbando e non vedo un rischio contagio”, ha risposto oggi Napolitano ai timori di Berlino nella conferenza stampa congiunta con il presidente della Repubblica tedesco Joachim Gauck.

“Per contagiare prima bisogna prendersi una malattia e noi per il momento non abbiamo preso nessuna malattia”.

Napolitano ha escluso, inoltre, di poter tagliare i tempi procedurali per l‘insediamento delle nuove Camere e l‘avvio delle consultazioni per l‘incarico di premier il Capo dello Stato: “Io non vedo in questo momento quali siano le possibilità di un‘accelerazione”, ha detto in una conferenza stampa a Berlino al termine del colloquio con il presidente della Repubblica tedesco Joachim Gauck.

Il percorso istituzionale che porterà alla formazione del nuovo governo può richiedere anche più di un mese. Prima bisogna procedere alla proclamazione dei nuovi eletti e poi bisogna verificare le posizioni dei singoli candidati. Le Camere si riuniranno il 15 marzo e solo dopo l‘elezione dei presidenti e la formazione dei gruppi parlamentari Napolitano potrà avviare le consultazioni politiche per decidere a chi affidare l‘incarico di formare il governo.

L‘Italia, ha comunque rassicurato Napolitano, “non è senza governo in questo momento, c‘è un governo che resta in carica fino al giorno in cui sarà formato il nuovo. Il governo Monti rappresenterà l‘Italia al Consiglio europeo di metà marzo prendendosi tutte le responsabilità che è necessario assumersi”.

MERCATI FINORA NON HANNO PUNITO ITALIA

La reazioni dei mercati al complicato esito delle urne è stato finora contenuto.

Come ha osservato il governatore della Banca d‘Italia sul Sole 24Ore stamattina, “i mercati ne hanno risentito ma non hanno punito il titolo Italia”.

Tiene ancora l‘impegno solenne del presidente Bce Mario Draghi a “fare tutto ciò che è necessario” per salvare l‘euro.

Ma l‘attivazione del cosiddetto programma di acquisto di titoli sovrani ‘Omt’ (Outright Monetary Transactions) richiede il rispetto di una serie di condizioni.

La prima è che il Paese che ne faccia richiesta deve sottoscrivere una richiesta formale di aiuti al Meccanismo di Stabilità Europea, legata al rispetto di un programma di riduzione del debito. Un impegno che può essere preso solo da un governo stabile, che al momento non si vede all‘orizzionte.

Fonti della Banca centrale europea sottolineano che Francoforte non interverrà a sostegno dei titoli di Stato italiani sul mercato se Roma non avrà in carica un governo in grado di portare avanti le riforme richieste.

Un nuovo attacco del mercato al debito italiano potrebbe dunque far di nuovo precipitare la zona euro in una crisi acuta, e porre la Bce davanti a un nuovo dilemma: aspettare per spingere Roma all‘azione o intervenire, prendendosi il rischio che il governo non faccia nulla.

“Abbiamo da gestire un risultato elettorale complicato. Siamo tutti d‘accordo che non può accadere che per avere un risultato che ci lasci più tranquilli si faccia un risultato a tavolino su quale debba essere l‘esito delle elezioni”, ha detto Napolitano a Berlino.

“Si è espresso il popolo e noi dobbiamo confrontarci rispettosamente con la volontà espressa dal popolo e dagli elettori. È la legge della democrazia”.

Il capo dello Stato si è detto comunque “persuaso” che l‘Italia continuerà a seguire “la grande strada della costruzione europea”, assumendosi responsabilità e sacrifici necessari.

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