27 febbraio 2013 / 13:37 / tra 5 anni

Grillo gela Pd: no a fiducia in Parlamento a governo Bersani o altri

ROMA (Reuters) - Beppe Grillo ha annunciato su Twitter che il suo Movimento 5 stelle non voterà la fiducia a un governo guidato dal Pd o da altri partiti, e ha definito il leader democratico Pier Luigi Bersani “un morto che parla”. Bersani gli ha risposto che proposte e risposte dovranno essere date in Parlamento.

Il leader del M5s Beppe Grillo. Torino, 16 febbraio 2013. REUTERS/Giorgio Perottino

Silvio Berlusconi, in serata, si inserisce nel dibattito e dice che ogni forza responsabile deve avere come primo valore quello della governabilità.

“Il M5s non darà alcun voto di fiducia al Pd (né ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle”, ha scritto il comico e polemista in un tweet.

Davide Barillari, l‘ex candidato M5s alla presidenza della Regione Lazio, ipotizza addirittura un governo Pd-Pdl, i cui provvedimenti potrebbero ricevere in alcuni casi il consenso dei grillini: “Bisognerebbe che le due forze storiche Pd e Pdl vista la loro esperienza si uniscano per il bene del Paese e se proporranno insieme punti comuni al nostro programma, tipo: legge sul conflitto di interesse, riduzione stipendi dei parlamentari, eliminazione retroattiva rimborsi elettorali, posso affermare che i cittadini M5s siano d‘accordo con il votare a favore di questi punti”.

Il confronto fra i grillini è proseguito sul blog dove tanti hanno appoggiato la dichiarazione del leader, ma moltissimi hanno invece invitato a un‘alleanza con il Pd, lanciando anche un appello su questa linea.

BERSANI: LEADER M5S PARLI IN PARLAMENTO

Non si è fatta attendere la risposta di Bersani a Grillo, affidata a un comunicato.

“Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì che ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”.

Ieri il candidato premier del centrosinistra ha detto che presenterà in Parlamento una proposta di “governo per il cambiamento” aprendo alle istanze del M5s in particolare sulla questione della moralità della politica.

In un post sul suo blog, Grillo scrive: “Bersani è uno stalker politico. Da giorni sta importunando il M5s con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro. E’ riuscito persino a perdere vincendo. Ha superato la buonanima di Waterloo Veltroni”.

Ma il leader del M5s aggiunge: “Se Bersani vorrà proporre l‘abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio (il M5s ha rinunciato ai 100 milioni di euro che gli spettano), se metterà in calendario il reddito di cittadinanza lo voteremo con passione”.

PIZZAROTTI: NIENTE ELEZIONI PER ALMENO SEI MESI

Poco prima delle dichiarazioni di Grillo, il sindaco di Parma di M5s Federico Pizzarotti aveva detto che almeno per i prossimi sei mesi non si andrà alle elezioni: “Sei mesi in ogni caso bisogna che le Camere siano aperte, non si può restare in questo limbo”.

Il Movimento 5 Stelle è il primo partito alla Camera dei deputati con il 25,5% delle preferenze, davanti - anche se di poco - al Pd con il 25,4%. Determinanti, poi, i suoi 54 seggi conquistati in Senato, senza i quali Pier Luigi Bersani non ha chance di avere la maggioranza, salvo larghe intese con il Pdl ed eventualmente Monti.

Intanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita in Germania, ha cancellato la cena con il candidato socialdemocratico alle elezioni tedesche Peer Steinbrueck che aveva definito “pagliacci” Silvio Berlusconi e Grillo, come riferito oggi dall‘ufficio stampa del politico tedesco.

Secondo l‘istituto di sondaggi Swg, un terzo degli elettori del centrosinistra e un quarto di quelli del centrodestra ha votato a favore di Grillo.

BERLUSCONI: INNANZITUTTO LA GOVERNABILITA’

“Non si deve partire dalle alleanze ma dalle cose da fare. Nessuna forza politica responsabile può ignorare il valore della governabilità”, ha detto Berlusconi.

Il Pdl è attento al “valore della governabilità” e della “stabilità”: per Berlusconi infatti “sono tempi troppo lunghi” quelli che separano il voto dall‘insediamento delle nuove Camera, previsto il 15 marzo. “Se un messaggio di stabilità non verrà lanciato prima, rischiamo di pagare un prezzo troppo alto”, ha detto.

“Per questo spetta alle forze politiche nella loro autonomia e responsabilità il compito di cominciare a dipanare la matassa della legislatura non ancora iniziata”, ha aggiunto Berlusconi, contraddicendo Bersani, che ha rimandato invece il confronto politico al nuovo Parlamento.

(Massimiliano Di Giorgio e Antonella Cinelli)

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below