26 febbraio 2013 / 08:33 / 5 anni fa

Borsa Milano chiude in netto calo, ma spera in soluzione governo

MILANO (Reuters) - Piazza Affari chiude in netto ribasso poco sopra i minimi, dopo l‘esito del voto che non indica una chiara maggioranza al Senato, in un mercato che ritiene però sia ancora possibile formare un governo in grado di rispettare gli impegni europei.

Trader al lavoro. REUTERS/Alex Domanski

Nel finale la borsa accentua leggermente il ribasso dopo la conferenza stampa del leader del Pd, Pierluigi Bersani, che parla di proporre un programma essenziale di riforme.

“Non si pensa all‘ingovernabilità, altrimenti gli indici di borsa avrebbero perso di più”, dice un trader. “I partiti sanno che se si andasse a nuove elezioni Grillo crescerebbe ancora. Quindi hanno bisogno di un esecutivo, che duri almeno un anno”.

“La borsa sconta una grande coalizione o qualcosa di simile”, aggiunge. “E’ anche probabile che Bersani abbia un incarico di governo e che Renzi prenda la guida del partito”.

Una nota di Credit Suisse ricorda che a questo punto la lista di Mario Monti, insieme al Pd, non è in grado di avere la maggioranza al Senato. La banca ritiene che il centro-sinistra cercherà un‘alleanza con Grillo, che probabilmente non si concretizzerà.

Si dovrebbe quindi tentare “una grande coalizione (anche con il centro-destra o una sua parte). A certe condizioni questa probabilmente sarebbe l‘opzione preferita per i mercati, anche se riteniamo che potrebbe non durare a lungo”.

L‘indice FTSE Mib chiude in calo del 4,89%, l‘Allshare del 4,63%.

Volumi per 3,7 miliardi di euro.

Il benchmark europeo FTSEurofirst cede l‘1,33%.

Milano è la peggiore, ma segnano ribassi significativi tutte le piazze europee, con Francoforte a -2,3%, Parigi a -2,6%, Madrid - 3,2%.

* Crollano i bancari, con UNICREDIT giù di circa l‘8,5% e INTESA SP a -9%. Su quest‘ultimo titolo Consob ha vietato le vendite allo scoperto oggi e domani.

Male anche BANCO POPOLARE, POP EMILIA e MEDIOBANCA in calo attorno all‘8%.

* Fuori dall‘indice principale pesante BANCA CARIGE che segna ribassi fino al 13%. Il Cda dell‘istituto ha condiviso ieri l‘esigenza di un adeguamento patrimoniale per 800 milioni di euro da realizzarsi in parte con la cessione di asset non core e per la parte residua con un aumento di capitale da offrire in opzione agli azionisti. Anche per questo titolo la Consob ha vietato le vendite allo scoperto.

* Balzo di PIRELLI e CAMFIN, in vista dei risultati della società operativa l‘11 marzo, da dove potrebbero arrivare indicazioni sul futuro migliori del consensus. Si guarda anche alla possibilità di operazioni straordinarie sul gruppo per risolvere lo scontro sul controllo tra la famiglia Malacalza e Marco Tronchetti Provera.

* Emergono acquisti su altre realtà industriali meno esposte al rischio spread, come DIASORIN e PRYSMIAN, che però nel finale torna in negativo.

* MEDIASET, controllata dal leader del Pdl, Silvio Berlusconi, segna un calo di poco superiore all‘indice.

Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net

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