21 gennaio 2013 / 11:14 / tra 5 anni

Algeria, sequestratori minacciano nuovi attacchi

DUBAI (Reuters) - Le Brigate Mulathameen, che hanno rivendicato il sequestro di massa in Algeria, hanno minacciato di realizzare nuovi attacchi se le potenze occidentali non metteranno fine all‘operazione in Mali.

Il veterano jihadista Mokhtar Belmokhtar in una immagine su sito di notizie Mauritania, Sahara Media. Belmokhtar ha rivendicato la responsabilità, per conto di al Qaeda, del rapimento in Algeria. 20 gennaio 2013. REUTERS/Sahara Media website via Reuters TV

Lo riferisce il servizio di monitoraggio on line Site.

In un comunicato diffuso oggi, il gruppo affiliato ad al Qaeda ha spiegato che i sequestratori avevano offerto di negoziare per liberare gli ostaggi nell‘impianto di gas nel deserto del Sahara, ma che le autorità algerine hanno preferito usare la forza militare, aggiunge Site.

La nota è stata pubblicata dall‘agenzia di stampa mauritana Nouakchott, secondo Site, che traccia le dichiarazioni dei militanti.

Il commando ha aggiunto che tenterà altri attacchi simili se non sarà fermato il coinvolgimento militare occidentale nel Mali settentrionale, che i militanti chiamano Azawad e dove le forze francesi stanno combattendo per mettere fine al controllo da parte dei gruppi islamici.

“Assicuriamo a tutti i paesi che partecipano alla crociata contro la regione di Azawad che realizzeremo altre operazioni se non cambieranno opinione”, spiega la nota.

Il bilancio delle vittime di quattro giorni di assedio all‘impianto di gas è salito ad almeno 60.

Il primo ministro algerino Abelmalek Sellal dovrebbe fornire oggi dettagli sulla peggior crisi internazionale degli ultimi decenni con ostaggi americani, britannici, francesi, norvegesi e rumeni, che sono stati uccisi o risultano ancora dispersi.

Il commando ha fatto irruzione nell‘impianto - che rappresenta il 10% dell‘esportazione algerina di gas naturale - mercoledì scorso, chiedendo lo stop dei raid aerei francesi contro i combattenti islamici in Mali.

“Avevamo aperto la porta ai negoziati con gli occidentali e gli algerini e avevamo garantito la sicurezza dall‘inizio dell‘operazione, ma uno dei funzionari dell‘intelligence algerina ci ha confermato in una telefonata che avrebbero distrutto il sito con tutti dentro”, dice il comunicato citato da Site.

Giovedì l‘esercito algerino ha deciso di intervenire aprendo il fuoco, dicendo che il gruppo stava tentando di fuggire con i prigionieri.

I sopravvissuti hanno riferito che le forze algerine hanno sparato contro diversi furgoni con a bordo sia ostaggi che sequestratori.

“Gli elicotteri hanno bombardato il convoglio che si stava muovendo con gli ostaggi verso un‘altra struttura e lo ha distrutto uccidendo tutti a bordo, in un metodo di uccisione barbaro e diretto”, aggiunge la nota.

“Ciò indica l‘indifferenza dell‘esercito a preservare le vite degli ostaggi”.

Il comunicato aggiunge che i combattenti hanno continuato ad offrire la possibilità di negoziare. “L‘esercito algerino non ha risposto a richieste legittime, piuttosto ha iniziato a colpire la struttura, cosa che ha portato alla morte degli ostaggi”.

Il veterano jihadista Mokhtar Belmokhtar ha rivendicato la responsabilità del sequestro da parte delle sue Brigate Mulathameen - che significa “i mascherati” - in nome di al Qaeda, in un video citato ieri dal sito mauritano Sahara media.

Belmokhtar ha detto che circa 40 assalitori hanno preso parte al raid. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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