2 gennaio 2013 / 14:12 / 5 anni fa

Tappe, scadenze e regole per le elezioni politiche

(Reuters) - Il 22 dicembre 2012, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sentiti i presidenti della Camera Gianfranco Fini e del Senato Renato Schifani, con proprio decreto, ha sciolto le Camere (con un lieve anticipo rispetto alla scadenza naturale di metà aprile).

Un seggio elettorale in una immagine di archivio REUTERS/Massimo Barbanera

Inoltre, con un distinto decreto, su proposta del governo, ha indetto le elezioni politiche per il 24 e 25 febbraio 2013. Lo stesso decreto ha fissato la data della prima riunione delle nuove Camere per il 15 marzo 2013.

LISTE ENTRO IL 13 GENNAIO E CANDIDATURE ENTRO IL 21

La legge prevede che i contrassegni delle liste, il collegamento in coalizione e l‘indicazione del leader della coalizione, il programma elettorale con l‘indicazione del leader della forza politica vadano depositati fra le ore 8 del 44° giorno e le ore 16 del 42° giorno antecedente quello della votazione, nel nostro caso quindi fra venerdì 11 e domenica 13 gennaio.

La presentazione delle liste a livello circoscrizionale per la Camera e regionale per il Senato deve avvenire invece dalle ore 8 del 35° giorno alle ore 20 del 34° antecedente quello della votazione, cioè entro lunedì 21 gennaio.

SONDAGGI FINO AL 9 FEBBRAIO, AGCOM DEFINISCE PAR CONDICIO

E’ possibile diffondere i risultati di sondaggi politici ed elettorali fino al 15° giorno precedente la data elettorale, quindi fino al 9 febbraio.

Il 28 dicembre scorso l‘Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha emanato il regolamento della cosiddetta par condicio, cioè quelle norme alle quali le emittenti radiofoniche e televisive e la stampa quotidiana e periodica si devono adeguare per rispettare pari condizioni di accesso ai candidati in vista delle elezioni.

IL SISTEMA ELETTORALE CON PREMIO DI MAGGIORANZA: PORCELLUM

Si voterà, come per le precedenti elezioni politiche del 2006 e 2008, con il sistema proporzionale con soglie di sbarramento e premio di maggioranza, introdotto con la legge 270 del 2005, il cosiddetto Porcellum, dal nomignolo che gli assegnò il leghista Roberto Calderoli, estensore della legge.

I principali elementi che caratterizzano tale sistema sono:

* la possibilità delle liste di aderire a coalizioni, indicando previamente il nome del leader della coalizione;

* la previsione di un articolato sistema di soglie di sbarramento;

* l‘attribuzione di un premio di maggioranza alla coalizione (o lista) vincente.

LE SOGLIE DA SUPERARE ALLA CAMERA E AL SENATO. IL PREMIO

Per poter accedere all‘assegnazione dei seggi alla Camera, sono previste soglie calcolate sul totale dei voti validi a livello nazionale, pari al 10% per le coalizioni, al 2% per le singole liste che aderiscono ad una coalizione, al 4% per le liste non coalizzate e per quelle le cui coalizioni non hanno raggiunto il 10%. Per il Senato le percentuali di soglia sono più alte: rispettivamente il 20, il 3 e l‘8%, calcolate su base regionale, anziché a livello nazionale.

Il premio di maggioranza è attribuito secondo modalità sensibilmente diverse tra i due rami del Parlamento. Alla Camera, il premio è assegnato alla coalizione di liste (o lista singola) più votata a livello nazionale. Il premio consiste nell‘assegnazione di un certo numero di seggi necessario a raggiungere la quota di 340 deputati su 630. Se la coalizione raggiunge o supera tale soglia, ovviamente il premio non scatta.

Al Senato, il premio è attribuito a livello regionale: in ciascuna regione (tranne Molise, Valle d‘Aosta e Trentino-Alto Adige, regioni per le quali vigono disposizioni particolari) viene assegnato alla coalizione (o alla lista) più votata in quella regione il numero di seggi necessario a raggiungere il 55 per cento dei seggi assegnati alla regione.

I seggi sono ripartiti tra le regioni in proporzione alla popolazione residente, ma nessuna regione può avere meno di sette senatori, tranne la Valle d‘Aosta, che ne ha uno, e il Molise, che ne ha due.

Non è previsto alcun quorum minimo per l‘attribuzione del premio che è assegnato alla coalizione (o alla lista) più votata.

Infine, sia alla Camera sia al Senato non è prevista l‘espressione del voto di preferenza, e l‘ordine degli eletti è dato dalla successione dei candidati in ciascuna lista.

IL VOTO DEGLI ITALIANI ALL‘ESTERO

Una diversa disciplina elettorale è prevista per la rappresentanza dei cittadini italiani residenti all‘estero (sei senatori e dodici deputati eletti con metodo proporzionale in una apposita “circoscrizione Estero”). Sono altresì previste specifiche disposizioni per talune regioni (Molise, Valle d‘Aosta e Trentino-Alto Adige) caratterizzate da bassa popolazione o dalla presenza di consistenti minoranze linguistiche.

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