2 gennaio 2013 / 08:53 / tra 5 anni

Voto, Monti sollecita maggioranza politica per riforme

ROMA (Reuters) - Superata la crisi finanziaria, dalle elezioni politiche di fine febbraio dovrà uscire una maggioranza parlamentare capace di adottare le misure necessarie per rilanciare la stagnante crescita dell‘economia italiana.

Il presidente dimissionario Mario Monti durante una visita privata a Venezia, 29 dicembre, 2012. REUTERS/Stringer

Intervistato da Radio Anch‘io, Mario Monti dice che “d‘ora in poi bisognerebbe coalizzare coloro che sono disponibili per le riforme e non per la conservazione”. Il presidente del Consiglio uscente sembra alludere a un‘alleanza con il Pd qualora il nuovo movimento politico da lui guidato non riuscisse a raccogliere il consenso della maggioranza degli italiani.

Uno scenario che, secondo il leader dell‘Udc Pier Ferdinando Casini, potrebbe realizzarsi nel caso la coalizione di centro-sinistra formata da Pd e Sel non dovesse avere una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

“Dissi a settembre che per noi dopo Monti c‘è solo Monti. Dopo quattro mesi le mie convinzioni si sono rafforzate, , non indebolite. Per cambiare il Paese serve ancora il professore al timone”, ha detto in un‘intervista al quotidiano cattolico Avvenire Casini, che attraverso l‘Udc è parte integrante del movimento politico di Monti assime alla fondazione Italia futura di Luca Cordero di Montezemolo.

MONTI A BERSANI: PARTITI SI SCHIERINO SU IDEE

Monti approfitta dell‘intervista per replicare al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che lo aveva spronato a chiarire da che parte stesse.

“Il polo di destra e il polo di sinistra sono distinzioni che hanno avuto significato in passato, oggi ne hanno molto meno”.

“Io sono per le riforme che rendano l‘Italia più competitiva e creino più posti di lavoro [...]. Io desidero che il mondo politico si schieri sulle idee. Sono salito, sceso, entrato in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti, ma schierandomi fortemente per determinate idee”, ha detto Monti definendo conservatori il leader di Sel, Nichi Vendola, e il responsabile economico del Pd Stefano Fassina.

“Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi ed in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro”, ha spiegato Monti riproponendo soluzioni più vicine al modello di Welfare scandinavo, che coniuga la libertà di licenziamento con servizi per il reimpiego dei disoccupati.

Il presidente del Consiglio uscente torna a criticare Silvio Berlusconi per i suoi continui cambi di posizione: “Spero che gli elettori siano meno confusi di me” nel comprendere l‘ex premier.

REDISTRIBUIRE TASSE TRA RICCHI E POVERI

Monti si dice ottimista sulla capacità dell‘Italia di tornare a crescere lasciandosi alle spalle la crisi.

Nel documento “Analisi di un anno di governo”, Palazzo Chigi dice che l‘obiettivo deve essere “ridurre di un punto e progressivamente la pressione fiscale, iniziando dalle aliquote più basse per dare respiro soprattutto alle fasce più deboli”.

Monti aggiunge oggi che occorre rivedere il sistema fiscale per ridurre le tasse su lavoro e imprese e redistribuire “il reddito dai più ricchi ai più poveri”, tagliando al contempo la spesa pubblica.

La ricetta per garantire maggiore equità passa attraverso un “sistema sanitario che funzioni meglio e a costi minori” e una minore imposizione fiscale “sulle famiglie, soprattutto numerose”.

Un richiamo apparente, quest‘ultimo, al quoziente familiare caro all‘Udc: la determinazione dell‘imponibile Irpef che si ottiene dividendo il reddito complessivo dei coniugi per i componenti del nucleo familiare.

Lamentando la bassa occupazione delle donne, nella sua agenda Monti ha proposto una “detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminile”, indicando una direzione apparantemente lontana dal quoziente familiare, che alcuni economisti criticano perché favorisce le famiglie monoreddito, dove usualmente è la donna a non avere un‘occupazione.

LIBERTA’ DI COSCIENZA SU TEMI ETICI

Annunciando prima di Natale la sua “salita in politica”, Monti ha ricevuto esplicite parole di sostegno dalle gerarchie ecclesiastiche.

A chi chiedeva quale fosse l‘orientamento del suo movimento su temi etici come il riconoscimento del matrimonio tra omosessuali, Monti ha detto che preferirebbe lasciare su questi argomenti “più spazio alle coscienze individuali e al Parlamento”.

Più netto il presidente del Consiglio uscente si mostra sui tagli ai costi della politica, quando dice che “ora occorre togliere certi privilegi alla cosiddetta casta”.

“La sete di sangue nei confronti della Casta è diventata tale che qualunque taglio alla spesa pubblica sarebbe visto come insufficiente. Ma ancora c‘è molto da fare”. In ogni caso, dice Monti, “il costo della politica non è solo la casta ma è il non decidere o il farlo guardando al risultato delle prossime elezioni e non agli interessi della gente”.

Monti auspica una legislatura costituente per ridurre il numero di parlamentari, semplificare il processo legislativo e promuovere una radicale riforma territoriale dello Stato.

(Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei)

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