17 dicembre 2012 / 14:23 / tra 5 anni

Voto: prove di alleanze last minute per i partitini fuori dal Pd

di Massimiliano Di Giorgio

Il leader dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro. REUTERS/Tony Gentile

ROMA (Reuters) - In vista delle elezioni anticipate, partiti di sinistra e ambientalisti rimasti fuori dal Parlamento nell‘ultima legislatura hanno ingaggiato una corsa contro il tempo per provare a conquistare seggi con una lista “No Monti”, schiacciati da una parte da Sel e dall‘altra dal Movimento 5 Stelle.

Intanto gli ex dell‘Idv puntano ad affiancare il Pd insieme con Francesco Rutelli e Bruno Tabacci, già candidato alle primarie del centrosinistra, e con i “moderati” di un ex di Forza Italia, Giacomo Portas.

Se al voto, previsto per febbraio, i sondaggi indicano nettamente in testa il centrosinistra, il Pd non vuole più sapere dei verdi, né dei radicali, né dell‘Idv di Antonio Di Pietro, giudicati incompatibili con gli obiettivi di governo.

Resta confermata invece l‘intesa con Nichi Vendola. Il leader di Sel - valutato tra il 5 e il 6% nei sondaggi - è critico verso il governo di Mario Monti e contrario ad accordi con i centristi, ma ha firmato un patto per decidere a maggioranza in Parlamento sulle questioni dirimenti.

VERDI E PRC CON LISTA ARANCIONE, DI PIETRO INCERTO

Un membro della segreteria democratica, che preferisce restare anonimo, ha confermato a Reuters che il partito ha bocciato l‘ipotesi di alleanze con gli “Ecocivici Verdi Europei”, la formazione guidata da Angelo Bonelli e May Luppino.

Ieri l‘assemblea degli ecocivici (1,5% nei sondaggi) ha votato una mozione in cui si decide di dar vita a una lista nazionale “civica, ecologista laica e sociale”, ma senza precisare con quali altre forze o coalizioni allearsi, anche se sembra certo che alla fine tenterà l‘unione con gli “arancioni” del sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

La lista “No Monti” - che dovrà superare il 4% dei voti alla Camera per avere diritto alla rappresentanza - raccoglierà sotto un unico simbolo anche i comunisti del Prc di Paolo Ferrero, il movimento di sinistra Alba ed esponenti della Fiom e, forse, la stessa Italia dei Valori.

Il partito di Di Pietro, in forte calo di consensi, vorrebbe un‘alleanza per “spingere il Pd a fermarsi nella sua corsa verso Monti, che lo sta portando sempre più lontano da se stesso”, come ha detto sabato. La sua presenza permetterebbe agli arancioni di non dovere raccogliere firme per presentare le liste. Ma l‘ex magistrato scioglierà la riserva ufficialmente il 27 dicembre, ha detto una fonte a lui vicina.

La lista arancione rischia comunque di soccombere alla concorrenza di Beppe Grillo e il suo M5S, valutato oggi tra il 15% e il 18% è capace di attrarre un forte voto di protesta.

TORNA RUTELLI CON GLI EX DIPIETRISTI

Gli ex dipietristi di “Diritti e Libertà” di Massimo Donadi stanno invece tentando di dar vita a una lista con l‘Alleanza per l‘Italia di Tabacci e Rutelli e con i Moderati, una formazione guidata dall‘imprenditore Giacomo Portas, ex Forza Italia, deputato indipendente del Pd. Lo hanno riferito una fonte vicina a Donadi e un‘altra dell‘Api.

Sembra invece definitivamente fallito il tentativo dei radicali di tornare in Parlamento nelle fila del Pd, con cui dal 2008 il dissidio è prevalso spesso sull‘accordo.

Dopo che nei giorni scorsi la vice presidente del Senato Emma Bonino ha annunciato l‘intenzione di non ricandidarsi alle elezioni, Marco Pannella ha proposto di dare vita alla lista “Rosa nel pugno”, storico simbolo radicale. Contemporaneamente, l‘82enne leader ha dato via a uno sciopero della fame e della sete, che dura da quasi una settimana, per i diritti dei carcerati.

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