10 dicembre 2012 / 18:29 / 5 anni fa

Legge stabilità, Pd e Pdl per via libera prima di Natale

ROMA (Reuters) - La legge di Stabilità sarà approvata prima di Natale aprendo la strada alle dimissioni di Mario Monti e alla fine anticipata della legislatura nel mese di febbraio.

Scranni del Senato a Roma REUTERS/Alessandro Bianchi

A formalizzare l‘intesa tra i partiti della ex “strana” maggioranza sono i relatori della manovra in Senato, Paolo Tancredi (Pdl) e Giovanni Legnini (Pd).

Tancredi ritiene possibile che “il 19 dicembre [la manovra di bilancio] torni alla Camera” in terza lettura e aggiunge che “la deadline è Natale”.

“Una cosa è certa: la legge di Stabilità deve essere approvata”, spiega il relatore del Pdl dando per “inevitabile” e “scontata” la fiducia.

Concorda Legnini: “Il Pd farà tutto il possibile per favorire questa accelerazione, anche il ritiro dei nostri emendamenti”.

Il senatore del Pd ritiene inoltre possibile anticipare a prima del 18 l‘approdo in aula della manovra. L‘esame in commissione Bilancio entrerà nel vivo domani, quando i relatori presenteranno i loro emendamenti.

SUL TAVOLO NODI ENTI LOCALI, TOBIN TAX, RICONGIUNZIONI

Nonostante l‘accelerazione dei lavori, i partiti insistono nel chiedere nuove pesanti modifiche alla Legge di stabilità, già riscritta durante l‘esame in prima lettura a Montecitorio.

Nel fissare le priorità, Legnini cita innanzitutto la questione enti territoriali. E quindi attribuzione dell‘Imu ai comuni in cambio di minori trasferimenti, Patto di stabilità interno meno rigido e un ritocco ai nuovi tagli previsti per il comparto sanitario (600 milioni nel 2013, 1 miliardo dal 2014).

Poi l‘aumento delle risorse per i disabili gravi, i maggiori fondi destinati agli ammortizzatori sociali in deroga e la proroga dei contratti a termine nella pubblica amministrazione.

Il Pd insiste poi nel chiedere al governo un intervento sulle ricongiunzioni onerose: i costi a volte molto alti che i lavoratori devono sostenere per mettere insieme i contributi versati a enti diversi, come Inpdap e Inps.

Altro capitolo centrale è la Tobin tax, l‘imposta di bollo con aliquota 0,05% sulle transazioni che riguardano azioni, strumenti finanziari partecipativi e derivati.

“È il governo che la deve correggere e difendere in sede europea”, dice Tancredi.

Per modificare la Tobin tax il Tesoro guarda alla Francia, che ha scelto di limitare l‘imposta alle operazioni sui titoli emessi da società con capitalizzazione superiore a un miliardo di euro. Il modello francese prevede altre due imposte: una sui sistemi di trading ad alta frequenza e una sugli acquisti “nudi” di credit default swap con sottostante il debito di Stati europei.

DENTRO MANOVRA BUONA PARTE DEI DECRETI DA CONVERTIRE

Con lo scioglimento delle Camere che si avvicina, il governo vuole far confluire nella legge di Stabilità alcuni decreti ancora da convertire.

“Teoricamente può entrare tutto. La questione è politica”, si limita a dire Tancredi.

Secondo fonti parlamentari, nella manovra entrerà il decreto di proroga dei termini in scadenza che il governo vara solitamente a fine anno.

La legge di Stabilità dovrebbe assorbire anche il decreto che ripristina nel pubblico impiego la disciplina del trattamento di fine servizio (Tfs), in vigore fino al 2010. Il governo ha emanato il provvedimento per evitare di dover rimborsare la trattenuta del 2,5% sulle buste paga dei dipendenti pubblici, dopo la sentenza della Corte costituzionale di fine ottobre.

Potrebbero confluire nella Legge di stabilità anche alcuni capitoli della delega fiscale - “c‘è una coerenza per materia”, dice Legnini - e il decreto approvato la scorsa settimana dal governo per chiudere alcune procedure di infrazione europee.

RESTANO FUORI DECRETI SVILUPPO E PROVINCE

Malgrado gli accorpamenti, il calendario parlamentare resta affollato ed è possibile che Camera e Senato debbano restare aperti nella settimana fra Natale e Capodanno.

Il decreto sul taglio delle province dovrebbe arrivare nell‘aula del Senato già domani e, dopo il via libera in prima lettura, andare alla Camera per essere convertito in legge entro il 5 gennaio.

Montecitorio deve convertire in legge entro il 18 dicembre il decreto Sviluppo, approvato la scorsa settimana dal Senato al termine di un esame a tratti teso. Prima però, l‘ordine del giorno prevede domani la legge che dà attuazione al nuovo articolo 81 della Costituzione, essenziale per dare efficacia al nuovo vincolo del pareggio di bilancio.

Spetta sempre a Montecitorio l‘esame in prima lettura del decreto emanato dal governo per dissequestrare gli impianti dell‘Ilva.

“Bisognerebbe inserirlo nella legge di Stabilità”, osserva Tancredi.

(Giuseppe Fonte)

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