14 novembre 2012 / 13:17 / tra 5 anni

Elezioni, dura polemica Pdl-Pd su regionali 10 febbraio

ROMA (Reuters) - Dura polemica tra Pdl e Pd sulla decisione del governo di tenere le elezioni regionali in Lombardia, Molise e Lazio il 10 e 11 febbraio.

Dura polemica tra Pdl e Pd sulla decisione del governo di tenere le elezioni regionali in Lombardia, Molise e Lazio il 10 e 11 febbraio. REUTERS/Massimo Barbanera

Il segretario del Pdl Angelino Alfano si è scagliato oggi contro la decisione e rilancia l‘idea di una unica tornata elettorale con le elezioni politiche a febbraio o ad aprile. Il Pd invece dice che votare nel Lazio e in Lombardia è persino troppo tardi e conseguenza delle pratiche dilatorie dei rispettivi governatori.

“Il governo rimedi ad un errore grossolano e madornale. Il Pdl non può dire di sì”, ha detto Alfano, intervenendo al consiglio generale di Confcommercio.

Ieri sera il ministro dell‘Interno Annamaria Cancellieri ha invitato i prefetti di Milano e Campobasso a convocare i comizi elettorali per queste date e ha informato della decisione la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che si è detta d‘accordo. In Lazio la legge prevede che sia il governatore uscente a fissare la data delle elezioni.

“Anticipiamo le elezioni politiche a febbraio o spostiamo le regionali ad aprile”, ha aggiunto Alfano, chiedendo al governo di fare un passo indietro e indire un unico “election day”.

Alfano motiva la sua presa di posizione con l‘eccessivo esborso per organizzare una duplice tornata elettorale e con il fatto che il principale beneficiario di scrutini separati sarebbe il Pd di Pier Luigi Bersani.

“In questo modo si condanna l‘Italia a cinque mesi estenuanti di campagna elettorale. Il governo non si può mettere in ginocchio ai piedi di Bersani. Si tratta di una tassa di 100 milioni di euro per anticipare di 50 giorni le elezioni proprio mentre in queste ore si fa fatica a trovare i soldi per gli alluvionati. Siamo in una fase di difficoltà e il Pdl non può dire di sì”.

Ad Alfano ha replicato il vicesegretario del Pd Enrico Letta, secondo cui “è già troppo tardi votare a febbraio” nelle tre regioni, le cui amministrazioni uscenti di centrodestra sono state travolte dagli scandali.

“Il ricatto quindi semmai è quello dei presidenti di quelle Regioni che, a crisi aperta, tentavano di mantenere senza governo le loro amministrazioni”, ha scritto Letta in una nota.

Secondo i sondaggi nazionali, il Pdl è il terzo partito con poco più del 15% dei consensi, superato da M5S di Beppe Grillo con il 18-19% e il Pd, primo con circa il 30%.

Se nei prossimi mesi fosse confermata questa griglia, dicono diversi osservatori, il Pdl non trarrebbe beneficio da due elezioni a distanza ravvicinata, perché il trend negativo alle regionali renderebbe ancora più difficile risalire la china alle politiche.

(Roberto Landucci)

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