13 novembre 2012 / 11:05 / tra 5 anni

Esodati, governo battuto a Camera, relatore tranquillizza

ROMA (Reuters) - Il governo è stato battuto in commissione Bilancio della Camera sugli esodati.

L'ex ministro Renato Brunetta. REUTERS/Max Rossi

I deputati hanno approvato un sub-emendamento del Pd alla proposta di modifica firmata dai relatori per aumentare di oltre 500 milioni in otto anni le risorse a favore degli esodati.

Secondo Renato Brunetta, uno dei relatori, il sub-emendamento “è superfluo” perché le tutele richieste sono già contenute nell‘emendamento dei relatori.

Il sub-emendamento del Pd voleva infatti chiarire che le nuove misure di tutela per gli esodati non minano quelle già assicurate ai 130.000 già garantiti.

Ieri governo e maggioranza hanno trovato un equilibrio sulla questione degli esodati con un nuovo emendamento alla Legge di stabilità firmato dai relatori, Renato Brunetta (Pdl) e Pierpaolo Baretta (Pd), che prevede un taglio alle pensioni più ricche per garantire risorse sufficienti, superando i timori della Ragioneria generale dello Stato sui profili di copertura.

Gli esodati sono quei lavoratori che dopo la riforma previdenziale di fine 2011 rischiano di trovarsi nei prossimi mesi senza lavoro nè pensione.

La prima novità è l‘aumento delle risorse rispetto ai 100 milioni previsti dalla versione originaria del disegno di legge licenziata da Palazzo Chigi. L‘emendamento prevede 554 milioni in otto anni: 64 milioni nel 2013, 134 nel 2014, 135 nel 2015, 107 milioni per il 2016, 46 milioni nel 2017, 30 milioni nel 2018, 28 milioni nel 2019 e 10 milioni nel 2020.

Analogamente alla prima formulazione bocciata dalla Ragioneria, l‘emendamento prevede di finanziare gli interventi a favore di ulteriori esodati utilizzando tutte le risorse già iscritte a bilancio per questo scopo ma che, a seguito di un monitoraggio, risultino inutilizzate.

Per evitare nuove bocciature della Ragioneria, il testo blocca “per l‘anno 2014” la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici superiori a sei volte il minimo Inps, quindi circa 3.000 euro.

Si potrà ripristinare l‘adeguamento all‘inflazione solo se, entro il 30 settembre del 2013, il governo certificherà l‘esistenza di “risorse continuative a decorrere dall‘anno 2014”.

Rispetto alla prima versione dell‘emendamento cambia anche l‘estensione della platea: scompaiono i lavoratori licenziati entro il 31 dicembre 2011, “anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale” o “di cessazione dell‘attività dell‘impresa”; entrano i lavoratori collocati in mobilità ordinaria entro il 4 dicembre 2011.

I lavoratori salvaguardati sono 120.000, più altri 10.000 che prima erano stati esclusi dalla finestra mobile per il pensionamento introdotta dal precedente governo.

(Giuseppe Fonte)

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