7 novembre 2012 / 16:03 / tra 5 anni

Ue avverte Italia: servono misure per contenere deficit dopo 2013

di Elvira Pollina

Una suora cammina davanti a un bancomat, Roma, 2 novembre 2012. REUTERS/Alessandro Bianchi

BRUXELLES/MILANO (Reuters) - L‘Italia nel 2013 raggiungerà l‘obiettivo di un sostanziale pareggio del bilancio in termini strutturali ma questo traguardo non potrà essere mantenuto negli anni successivi senza ulteriori misure di consolidamento.

E’ l‘avvertimento lanciato dalla Commissione europea che, per bocca del vicepresidente Olli Rehn, invita Roma a proseguire nel percorso di consolidamento dei conti pubblici messo a rischio dalla debolezza dell‘economia.

Secondo la Commissione, infatti, la ripresa in Italia comincerà a manifestarsi dalla seconda metà del prossimo anno, ma sarà piuttosto stentata.

Pubblicate questa mattina, le stime d‘autunno evidenziano maggior pessimismo per quanto riguarda il biennio 2013-2014 da parte di Bruxelles rispetto al governo.

Il calo della domanda interna, il prolungarsi della crisi dei debiti sovrani e la conseguente stretta creditizia determineranno quest‘anno una caduta del Pil pari al 2,3%.

La recessione proseguirà, a un ritmo meno intenso, nel 2013, quando, secondo la Commissione, il Pil calerà dello 0,5%.

Nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, il governo mette in conto una calo del Pil del 2,4% quest‘anno e dello 0,2% il prossimo.

E se governo e Commissione concordano sul fatto che il 2014 sarà l‘anno del ritorno alla crescita, stimata rispettivamente all‘1,1% e allo 0,8%, si nota come in ogni caso questa risulterà inferiore alla media della zona euro, che secondo Bruxelles fra due anni dovrebbe marciare all‘1,4%.

CONTI PUBBLICI RESTANO PREOCCUPAZIONE

In una tale situazione di fragilità del contesto economico, i conti pubblici italiani continuano a preoccupare Bruxelles.

“Il ritmo rallentato della riduzione del debito rispetto a quanto previsto nel programma di stabilità di aprile è fonte di preoccupazione, specialmente nel contesto di una prospettiva di crescita lenta in Italia”, ha evidenziato Rehn.

Quest‘anno Bruxelles prevede che l‘Italia riesca per un soffio a garantirsi la chiusura della procedura d‘infrazione per deficit eccessivo: il disavanzo dovrebbe attestarsi al 2,9%, dunque sotto la soglia del 3%. L‘anno prossimo il deficit dovrebbe ridursi ulteriormente al 2,1%.

Si tratta di numeri peggiori rispetto alle ultime stime (a maggio la Commissione prevedeva per il 2012 un disavanzo al 2,0% e per il 2013 all‘1,1%) e più pessimisti rispetto a quelle del governo, che prevede un deficit al 2,6% quest‘anno e all‘1,8% il successivo.

In termini strutturali, Bruxelles stima un deficit all‘1,4% del Pil quest‘anno e allo 0,4% il prossimo, livello definito “vicino al pareggio”. Ma se non verranno implementate ulteriori misure, l‘equilibrio dei conti pubblici devierà e segnerà un nuovo passivo dello 0,8% nel 2014, sottolinea la Commissione.

“E’ importante che l‘Italia raggiunga e conseguentemente mantenga una posizione bilanciata in termini strutturali e centri gli obiettivi di riduzione del debito pubblico”, ha avvertito Rehn.

Le stime di Roma incorporano un deficit strutturale a 0,9% per il 2012. L‘anno prossimo è previsto il pareggio e nel 2014 il deficit è indicato allo 0,2%.

PESO DEBITO SU PIL AUMENTA, EXPORT UNICA LUCE

Bruxelles si aspetta che il rapporto debito/Pil quest‘anno si attesti al 126,5% dal 123,5% stimato a maggio, mentre nel 2013 il debito salirà al 127,6% dal 123,5% previsto in precedenza.

Nella nota di aggiornamento al Def, il governo indica un rapporto debito/Pil al 126,4% quest‘anno, 127,1% il prossimo e 125,1% nel 2014.

“Il debito pubblico è atteso in crescita significativa come quota del prodotto interno lordo principalmente a causa del calo del Pil reale e per l‘impatto del supporto finanziario agli altri Paesi dell‘area euro”, spiega la Commissione, che non include il programma di dismissioni del patrimonio immobiliare preannunciato dal governo, dal momento che non sono stati forniti i dettagli necessari in tempo utile.

L‘unico contributo positivo al Pil nel biennio 2012-2013 sarà garantito dalle esportazioni nette, mentre la domanda interna non tornerà a crescere prima del 2014.

“L‘attesa accelerazione dei mercati dell‘export italiano e il deprezzamento dell‘euro nel corso del 2012 porteranno a una crescita delle esportazioni nel 2013, soprattutto nell‘area extra Ue”, verso cui, sostiene la Commissione, l‘Italia sta recuperando competitività.

TASSO DISOCCUPAZIONE A DOPPIA CIFRA

Il quadro recessivo è destinato a pesare sul mercato del lavoro e il 2012 si chiuderà con un tasso di disoccupazione a doppia cifra. Secondo la Commissione, la percentuale dei senza lavoro salirà al 10,6% quest‘anno e l‘anno prossimo si porterà all‘11,5% (9,5% e 9,7% le stime precedenti).

Il calo dei redditi disponibili delle famiglie spinge più individui, in particolare donne e giovani, a cercare lavoro e d‘altra parte l‘aumento dell‘età pensionabile ha costretto i lavoratori più anziani a rimanere attivi, spiega la Commissione.

INFLAZIONE IN DISCESA IN 2013

Riviste infine le stime dei prezzi al consumo. L‘inflazione nel 2012 dovrebbe, secondo la Commissione, attestarsi al 3,3% (3,2% la stima precedente) per poi raffreddarsi al 2% l‘anno prossimo (2,3% l‘ultima previsione).

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