August 16, 2012 / 1:07 PM / 6 years ago

Ecuador concede asilo a Assange,rabbia di Gran Bretagna e Svezia

QUITO/LONDRA (Reuters) - L’Ecuador ha accordato oggi asilo politico a Julian Assange, facendo salire la tensione con la Gran Bretagna, che si è detta rammaricata della decisione e determinata a estradare in Svezia il fondatore di WikiLeaks.

Un manifesto che chiede la libertà per Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, davanti alla sede dell'ambasciata ecuadoregna a Londra. La foto è del 14 agosto. REUTERS/Ki Price

Anche la Svezia ha reagito duramente alla reazione di Quito, annunciando che convocherà l’ambasciatore ecuadoriano.

“L’Ecuador ha fermato in maniera inaccettabile il processo giudiziario svedese e ha intralciato la cooperazione europea”, ha detto Anders Jorle, portavoce del ministero degli Esteri svedese.

L’ex-hacker australiano è all’interno dell’ambasciata nel centro della capitale britannica da otto settimane, da quando ha perso la battaglia legale per evitare l’estradizione in Svezia, dove deve essere interrogato per accuse di stupro e di violenza sessuale.

Da Quito, il ministro degli Esteri ecuadoriano Ricardo Patino ha detto di temere per la sicurezza e i diritti di Assange e perciò ha deciso di accordargli l’asilo.

Assange teme che la Svezia possa poi estradarlo negli Stati Uniti, dove ritiene che le autorità vogliano punirlo per la pubblicazione sul sito Wikileaks di migliaia di messaggi diplomatici degli Usa coperti da segreto, che provocarono grande imbarazzo a Washington.

Secondo Patino, l’estradizione di Assange in un paese terzo senza adeguate garanzie è probabile ed esistono prove secondo cui non avrebbe un processo equo se venisse portato negli Stati Uniti.

“Questa è una decisione sovrana protetta dalle leggi internazionali. Non ha senso supporre che implichi una rottura delle relazioni (con la Gran Bretagna)”, ha detto il ministro.

La Gran Bretagna - che ieri ha minacciato di fare irruzione nell’ambasciata londinese per arrestare Assange - si è detta in una nota “rammaricata per le dichiarazioni del ministro degli Esteri ecuadoriano e del fatto che l’Ecuador offrirà asilo politico” ad Assange.

Col passare delle ore il ministero degli Esteri William Hague ha smorzato i toni sull’ipotesi più drastica - l’irruzione nell’ambasciata -, ma ha ribadito che il suo Paese “non permetterà al signor Assange di uscire liberamente dal Regno Unito, non ci sono basi legali perché ciò accada”.

Prima della decisione dell’Ecuador, la Gran Bretagna aveva riferito della possibilità di usare una legge poco conosciuta per togliere all’ambasciata lo status diplomatico in modo da poter arrestare Assange.

Fuori dall’ambasciata a Londra, che si trova nei pressi dei grandi magazzini Harrod’s, i sostenitori di Assange hanno annunciato per megafono la decisione di Quito, salutata con urla e applausi. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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