March 15, 2012 / 12:32 PM / 7 years ago

Ogm, Italia cambia posizione su regolamentazione Ue, Catania contro Clini

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - L’Italia resta contraria all’uso degli Ogm, ma è ora favorevole a un accordo Ue che consenta ad ogni stato membro di decidere in autonomia sulle colture geneticamente modificate, mentre i precedenti governi erano “restii” ad accettare la proposta della Commissione europea.

Lo ha detto oggi il ministro delle Politiche agricole Mario Catania, che però ha criticato il responsabile dell’Ambiente, Corrado Clini, per un’intervista in cui si è espresso a favore degli Ogm anche nell’agricoltura italiana.

Quella della Commissione europea “non è una proposta che si per sé è pro-Ogm o incentivi le coltivazioni degli Ogm in Europa”, ha detto oggi Catania durante una conferenza stampa congiunta con la commissaria europea alla Pesca Maria Damanaki.

“Anzi, tende a sistemare in un quadro giuridico flessibile la posizione di quegli stati membri che volessero impedirne sul loro territorio la coltivazione”.

“Io stesso ho suggerito a Clini maggiore flessibilità su quella proposta rispetto al passato”, ha detto ancora il ministro.

SI’ A PROPOSTA BRUXELLES, MA CON MODIFICHE

La scorsa settimana il Consiglio Ambiente della Ue ha discusso a Bruxelles la proposta della Commissione europea - avanzata da oltre un anno - per riformare il sistema di autorizzazione degli Ogm lasciando a ogni Stato membro la libertà di rifiutare la coltivazione, mentre finora il sistema prevede una procedura comunitaria di autorizzazione delle colture geneticamente modificate, contro cui però i governi possono usare la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, se ritengono che il prodotto sia dannoso per la salute. Tale clausola va però sostenuta da argomenti scientifici.

A Bruxelles Clini ha detto che l’Italia è “aperta” alla proposta della Commissione, già approvata nel luglio 2011 dall’Europarlamento - pur con alcuni emendamenti - ma osteggiata dai grandi paesi agricoli, tra cui appunto l’Italia. Per questo, nonostante il sostegno di 13 paesi, la riforma non ha ancora la necessaria maggioranza qualificata che servirebbe per approvarla in sede di Consiglio europeo.

Secondo Catania, questa proposta “darebbe molti più margini di manovra per decidere a casa nostra cosa fare degli Ogm”, soprattutto se, come chiede l’Italia, si riconoscesse anche la difesa della propria agricoltura tradizionale di qualità tra i motivi del rifiuto alla colture geneticamente modificate.

Il ministro, un esperto delle relazioni con la Ue, ha detto che la Commissione ha di fatto minacciato di dare parere positivo alle numerose richieste di autorizzazioni Ogm che pendono a Bruxelles, se gli stati non dovessero approvare la riforma.

Catania ha ammesso che su questo tema il governo Monti non ha ancora “mai discusso”, ma ha spiegato che siccome “l’80% di questa problematica passa tra me e lui (Clini), se parlandone tra noi arriviamo a un punto di accordo accettabile non c’è bisogno di discuterne in Consiglio dei ministri”.

CATANIA BACCHETTA CLINI

Catania ha ribadito comunque che l’Italia non è interessata agli Ogm: “Non credo che sia oggi nell’interesse della nostra agricoltura fare modifiche di linea rispetto all’approccio che abbiamo avuto in passato.. E poi, i produttori e i consumatori non li vogliono (gli Ogm)”.

“Questo non vuol dire che non si possa e debba fare ricerca Ogm”, ha aggiunto.

Catania ha però definito “valutazioni personali di Clini che non impegnano il governo” le dichiarazioni fatte oggi dal ministro dell’Ambiente in un’intervista al “Corriere della Sera”.

Clini ha detto che “in Italia bisogna aprire una seria riflessione che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola sul ruolo dell’ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli Ogm”, spiegando - come aveva già fatto peraltro nel novembre scorso appena insediatosi al ministero - che gli Ogm potrebbero essere impiegati in particolare per “culture tessili, il pioppo, la canna, le graminacee, il sughero”.

Catania ha anche bacchettato il collega per aver detto che alcuni prodotti tipici del made in Italy sono stati prodotti con “l’ingegneria genetica”.

“Non si può certo dire che abbiamo il San Marzano o altri prodotti perché abbiamo fatto manipolazioni genetiche”, ha tagliato corto il ministro dell’Agricoltura.

Nel pomeriggio, poi, Clini ha spiegato in una nota che “ferma restando la posizione italiana in merito al divieto dell’impiego degli Ogm in agricoltura, credo che sarebbe insensato continuare a tenere il freno alla ricerca considerando in particolare che l’ingegneria genetica una infrastruttura comune per la ricerca in molti settori...”.

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