October 4, 2011 / 10:34 AM / 8 years ago

Intercettazioni, Pdl: mai pubblicabili fino a udienza filtro

ROMA (Reuters) - Due deputati del Pdl hanno presentato oggi alla Camera un emendamento al disegno di legge sulle intercettazioni che restringe la possibilità della loro pubblicazioni sui media rispetto al testo di compromesso definito con i finiani e in stand by da oltre un anno.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. REUTERS/Alessandro Bianchi

In attesa che riprenda questa settimana la discussione in aula, il Pdl propone di imporre il blackout informativo sulle intercettazioni disposte dalla magistratura fino alla cosiddetta udienza-filtro, quando pm, magistrati e legali faranno la cernita tra gli ascolti da includere negli atti dell’inchiesta e quelli da escludere e distruggere perché irrilevanti.

“Abbiamo presentato un emendamento che prevede il segreto sulle intercettazioni fino all’udienza filtro”, ha detto Manlio Contento, il deputato del Pdl che insieme al capogruppo del Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa, ha depositato la proposta.

“E se prima di questa udienza vengono assunti provvedimenti d’indagine che riportano intercettazioni e devono essere messi a conoscenza dell’imputato (ad esempio ordinanze di custodia cautelare, ndr.), in questo caso si potrà pubblicare il contenuto dell’atto con l’eccezione delle intercettazioni”, ha aggiunto Contento.

Nella versione attuale del ddl gli organi di informazione possono riportare il contenuto degli ascolti trascritto negli atti di inchiesta, anche prima dell’udienza filtro. E, dopo di questa, tutte le intercettazioni ritenute rilevanti per i magistrati.

La proposta Costa-Contento non segue la linea più dura emersa in un primo tempo nel Pdl, cioè quella di vietare la divulgazione di tutte le intercettazioni fino alla fine dell’inchiesta, e punta a raccogliere i consensi del Terzo polo.

“L’emendamento depositato oggi costituisce una base di lavoro che speriamo possa contribuire all’allargamento, oltre i confini della maggioranza, dell’area di consenso sul ddl”, ha detto Costa.

Se fosse stata già in vigore la norma contenuta nell’emendamento, non sarebbe stato possibile pubblicare il contenuto delle intercettazioni delle inchieste su Gianpaolo Tarantini — dove diversi interlocutori parlano di prostitute che avrebbero frequentato le case del premier Silvio Berlusconi — incluse nelle ordinanze del gip.

Lo stesso premier aveva ritenuto insoddisfacente il compromesso raggiunto un anno fa sulle intercettazioni con i finiani — allora alleati e poi passati all’opposizione — tra esigenze investigative, diritto di cronaca e diritto alla privacy.

Pd e Idv hanno annunciato una pioggia di emendamenti contrari alle proposte del Pdl. Il Terzo polo invece ha deciso di ritirare la propria pregiudiziale e di astenersi su quelle di Pd e Idv “in segno di rispetto e di apertura nei confronti di un dialogo con la maggioranza”, come riferito dal deputato Udc Roberto Rao.

I tempi di approvazione del provvedimento alla Camera non si profilano comunque brevi e il ddl dovrà comunque tornare al Senato per un’altra lettura.

L’esame del ddl comincerà domani con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità e proseguirà giovedì mattina, dopodiché se ne riparlerà da mercoledì 12 ottobre e non è affatto certo che la votazione finale avverrà entro la prossima settimana.

Redazione General News Roma +3906 85224380, fax +3906 8540860, Reutersitaly@thomsonreuters.com -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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