September 30, 2011 / 2:53 PM / 9 years ago

Kosovo, truppe Nato rimuovono barricata serbe nel nord

JARINJE, Kosovo (Reuters) - I peacekeeper della Nato in Kosovo (KFOR) hanno distrutto oggi una barricata a un valico di confine con la Serbia nel nord, ma i serbi locali ne hanno costruita un’altra poco lontano.

I peacekeeper della Nato in Kosovo nella zona di frontiera di Jarinje. REUTERS/Marko Djurica

L’episodio è sintomatico della difficoltà di normalizzare la zona di confine, che rappresenta il principale punto di frizione tra la Serbia e l’ex provincia a maggioranza albanese che ha dichiarato l’indipendenza nel 2008, dopo l’intervento militare della Nato.

Una decina di persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati questa settimana, dopo che i caschi blu hanno cercato di smantellare le barricate erette da abitanti di etnia serba per impedire che il governo kosovaro estenda la sua sovranità alla zona di confine a maggioranza serba.

Diverse decine di soldati statunitensi della Kfor hanno distrutto una barricata di massi, costringendo i serbi del posto a ritirarsi ed allargando il perimetro della base Nato attorno al valico di confine di Jarinje di quasi 400 metri. Non ci sono stati oggi né arresti né feriti.

Alcuni elicotteri sono stati visti levarsi in volo e atterrare nelle postazioni Nato a Jarinje, circa 100 chilometri a nord di Pristina, la capitale del Kosovo, mentre un drone volteggiava nella zona.

I serbi hanno quindi messo due camion pesanti di traverso in un ponte ad alcune centinaia di metri dalle posizioni della Nato, proseguendo così il blocco stradale lungo la linea di comunicazione tra Kosovo e Serbia.

Il governo del Kosovo sta cercando di estendere il suo controllo nel nord del Paese, dove vivono circa 60.000 serbi kosovari che hanno giurato fedeltà a Belgrado.

Il Kosovo, che è diventato indipendente dopo la guerra del 1998-99 e alcuni anni di amministrazione dell’Onu, è riconosciuto da oltre 80 Paesi, tra cui gli Stati Uniti e gran parte dell’Unione europea, ma non dalla Serbia né dalla Russia.

Il 16 settembre Pristina, appoggiata da soldati Kfor e dalla polizia della Ue, ha inviato guardie e funzionari di frontiera a Brnjak e Jarinje, di due valichi di confine del nord, che in precedenza erano presidiati da agenti di etnia serba. In risposta, i serbo-kosovari hanno bloccato le strade che portano al confine.

Il ministro dell’Interno kosovaro, Bajram Rexepi ha detto oggi che Pristina si coordinerà con la Kfor e l’Eulex — la missione di giuristi europei — per rimuovere i blocchi serbi.

Gli scontri a Jarinje di questa settimana hanno spinto Belgrado a cancellare i colloqui con Pristina a Bruxelles, che avrebbero dovuto migliorare la cooperazione in tema di circolazione dei beni e dei diritti di proprietà.

La Serbia vuole entrare nell’Unione europea e con ogni probabilità le sarà dato lo status di candidato entro la fine di ottobre, ma deve ricucire i rapporti con il Kosovo prima di ottenere una data certa sull’inizio dei colloqui per l’ingresso nel blocco europeo.

Tradotto da redazione General News Roma +3906 85224380, fax +3906 8540860, Reutersitaly@thomsonreuters.com -- Sul sito www.reuters.itwww.twitter.com/reuters_italia

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