June 27, 2011 / 11:50 AM / 9 years ago

Libia, mandato d'arresto dell'Aia per Gheddafi e il figlio

L’AJA (Reuters) - La Corte penale internazionale ha spiccato oggi un mandato d’arresto nei confronti del leader libico Muammar Gheddafi, mentre i ribelli che stanno cercando di deporlo hanno annunciato di essere avanzati fino a 80 chilometri da Tripoli.

I giudici della Corte Penale Internazionale durante l'incontro di oggi sulla Libia. REUTERS/Robert Vos/Pool

La corte ha approvato i mandati di arresto nei confronti di Gheddafi, del figlio Saif al-Islam e del capo dei servizi segreti, Abdullah al-Senussi, con l’accusa di crimini contro l’umanità. I procuratori della Cpi sostengono che i tre siano responsabili dell’uccisione dei contestatori che hanno dato vita alle proteste contro il governo di Gheddafi.

“Per prevenire la possibilità che commettano nuovi reati e che nascondano quelli attuali, dovrebbero essere arrestati. Questo è l’unico modo per proteggere i civili in Libia”, ha dichiarato il procuratore della Cpi Luis Moreno-Ocampo.

E’ improbabile, comunque, che la sentenza possa portare all’arresto di Gheddafi finché il rais resterà al potere e in Libia.

Dopo l’annuncio della decisione della corte, a Bengasi sono cominciati i festeggiamenti. La gente ha suonato i clacson delle auto, ha sventolato bandiere, sparato colpi in aria e fatto segni di vittoria per le strade.

Un portavoce dei ribelli, Jalal al-Galal, ha detto a Reuters che la decisione della corte invalida qualsiasi concetto di negoziato con Gheddafi.

“Dopo che sono stati emessi i mandati d’arresto, diventa tutto irrilevante. Non possiamo negoziare con criminali di guerra”, ha detto al-Galal.

“Il mondo ha confermato quello che noi sosteniamo da tanto tempo. Gheddafi è un criminale di guerra, e dovrebbe essere processato per questo”.

Il giudice della Cpi, Sanji Mmasenono Monageng, leggendo la sentenza ha detto che Gheddafi ha un “controllo assoluto, indiscusso e incontrastato” dell’apparato statale libico e delle forze di sicurezza.

La Monageng ha aggiunto che Gheddafi e Saif al-Islam hanno “ideato e orchestrato un piano per scoraggiare e reprimere con ogni mezzo le manifestazioni civili” contro il regime e che al-Senussi ha utilizzato la sua posizione di comando per realizzare gli attacchi.

Il governo di Gheddafi nega di aver preso di mira civili e sostiene di essere stato costretto ad agire contro bande criminali armate e militanti di al Qaeda.

Intanto il premier cinese Wen Jiabao ha detto che la Cina ha avuto contatti sia con i ribelli che con il governo libico.

“Noi speriamo che la questione libica possa essere risolta con mezzi politici pacifici, per ridurre l’emergenza umanitaria — in particolar modo i danni nei confronti di civili innocenti”, ha detto Wen, parlando con l’ausilio di un interprete durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro britannico David Cameron.

“Rispettiamo la scelta fatta dal popolo libico...recentemente la Cina ha avuto contatti sia con il governo libico che con l’opposizione, il che riflette in definitiva la posizione della Cina su questa questione”, ha aggiunto Wen.

Gli insorti, che hanno la loro base nella regione delle Montagne Occidentali a sudovest di Tripoli, hanno intanto ottenuto il più importante successo sul campo di battaglia delle ultime settimane, riuscendo a raggiungere la città di Bir al-Ghanam, dove stanno combattendo con le forze di Gheddafi per prenderne il controllo, come riferito da un portavoce.

I ribelli sono riusciti ad avanzare per 30 chilometri verso nord rispetto alla loro precedente posizione e si sono portati più vicini a Tripoli, la roccaforte di Gheddafi.

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