June 27, 2011 / 7:36 AM / 8 years ago

Val di Susa, scontri polizia-no Tav, 50 feriti

TORINO (Reuters) - Lacrimogeni, cariche di polizia, sassaiole e rimozione di decine di barricate hanno accompagnato oggi l’avvio dei lavori di insediamento del cantiere per la realizzazione della galleria alla Maddalena, in Val di Susa, lungo la prevista linea ferroviaria ad alta velocità (Tav) Torino-Lione.

Dimostranti contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. REUTERS/Loris Savino

Dopo alcune ore di scontri con i manifestanti “no Tav”, che hanno provocato una cinquantina di feriti secondo il 118, le forze dell’ordine hanno consegnato il cantiere della Maddalena di Chiomonte alle ditte appaltatrici. L’obiettivo delle autorità era quello di fare iniziare ufficialmente i lavori entro la fine del mese di giugno, pena la decadenza degli attesi finanziamenti da parte dell’Unione europea per la linea.

Dopo gli scontri con le forze dell’ordine, i dimostranti si sono sparpagliati nella zona, ricca di boschi, e hanno dato vita ad alcuni blocchi stradali, dicono testimoni e radio Blackout, emittente vicina al movimento contrario alla costruzione della linea Tav. Poi, nel pomeriggio, manifestazioni si sono svolte in molte località del Piemonte e anche a Roma.

La polizia ha detto di aver risposto con cariche e lacrimogeni al lancio di sassi, pece, petardi, polvere di estintori da parte di alcune centinaia di dimostranti che volevano impedire agli agenti l’accesso all’area del cantiere, e che hanno dato anche fuoco a balle di fieno intrise di nafta.

Negli scontri, dice il 118, sono rimaste ferite una cinquantina di persone: oltre 40 agenti e apparentemente solo due manifestanti, anche se sono gli stessi operatori sanitari a dire che il numero dei no Tav bisognosi di cure è probabilmente più alto, ma che il timore di essere identificati o fermati dalla polizia potrebbe avergli suggerito di non chiedere aiuto.

In precedenza Radio Blackout aveva parlato di quattro manifestanti feriti.

Secondo Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, “l’ordine regna a Chiomonte. Con un intervento militare che ha impegnato migliaia di agenti il governo ha sgomberato stamattina il presidio No Tav di Chiomonte”.

“Si tratta di un successo puramente militare, indegno di un paese civile, che non sposta di una virgola il problema politico e cioè che la maggioranza della popolazione della valle è contraria a quest’opera dannosa per l’ambiente e assurda per le finanze pubbliche, visto il costo di 20 miliardi della stessa”.

“Il lancio di lacrimogeni, da due differenti lati, l’uso coatto di ruspe per la rimozione del materiale con il quale è stata costruita una barriera a difesa del territorio, vedere centinaia di manifestanti rifugiarsi nei boschi, donne, ragazzi, uomini con i conati di vomito -taluni svenuti- ed accecati dal gas, è un altro, palese, segno di mancanza di democrazia...”, dice in un comunicato il MoviMento 5 Stelle vicino a Beppe Grillo, che in Piemonte ha eletto propri consiglieri regionali e che contesta anch’esso la Tav.

Ma il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, a margine di una cerimonia a Rosignano Marittimo, ha detto che “lo Stato non può assolutamente arrendersi di fronte a dei protestatari. La Tav è considerata una priorità da parte dello Stato. I lavori inizieranno ed andranno avanti”.

Di “spiacevolissimi avvenimenti” ha parlato il segretario Pd Pier Luigi Bersani, il cui partito è favorevole alla Tav.

“C’è molta amarezza per questa vicenda da parte nostra... Voglio sottolineare che nel movimento no Tav ci sono anche delle frange violente, e negare questo significa assolverle, e io non sono d’accordo”, ha detto il leader democratico.

“Minimizzazione dell’impatto sì, bloccare l’avvio di questi cantieri no”, ha ribadito il leader democratico, che ha però anche invitato le forze dell’ordine a “tenere presente il carattere di un’azione che deve al massimo possibile attenuare ridurre la portata di questi incidenti”.

SCIOPERI E MANIFESTAZIONI

L’operazione di polizia ha provocato critiche e proteste tra movimenti ambientalisti e di sinistra. L’Unione sindacale di base (Usb) ha indetto in Val di Susa “uno sciopero a oltranza a sostegno della popolazione valsusina”, dice un comunicato. A Susa è prevista per domani sera un corteo di protesta, mentre sono state convocate manifestazioni a Torino e in altre località piemontesi, ma anche a Bologna, a Vicenza, a Cagliari.

A Roma, a piazza Colonna è stato organizzato un sit-in a piazza Colonna, vicino alla sede del governo, grazie a un appello rilanciato anche su Facebook e altri social network.

I manifestanti hanno brevemente protestato anche davanti alle sedi nazionali del Pd e del Pdl, lanciando fumogeni, e hanno bloccato via del Corso.

Il movimento “no Tav” è contrario ai lavori per la realizzazione della linea ferroviaria veloce, di cui sostiene l’inutilità e la pericolosità. Alla realizzazione della linea sono invece state sempre favorevoli sia Regione, Provincia e Comune di Torino che il governo centrale, sia di centrodestra che di centrosinistra.

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