June 24, 2011 / 12:12 PM / 9 years ago

Siria, proteste in tutto il paese, uccisi 15 manifestanti

AMMAN (Reuters) - Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi in tutta la Siria per chiedere la fine del regime e denunciare gli attacchi da parte dell’esercito, incaricato di reprimere le rivolte filo- democratiche. Nel corso delle proteste 15 persone sono rimaste uccise, dicono testimoni e attivisti.

Il presidente siriano Bashar al-Assad durante il suo discorso alla nazione. REUTERS/Syrian TV via Reuters TV

I Comitati di coordinamento locale, uno dei principali gruppi siriani per i diritti umani, ha riferito di essere in possesso dei nominativi di 14 civili uccisi tra Homs, città della Siria centrale, Kiswa, a sud di Damasco, e Barzeh, quartiere residenziale della capitale.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani, invece, ha detto che un contestatore è stato ucciso anche a Qusair, città che si trova ad ovest di Homs, vicino al confine con il Libano.

Un testimone ha raccontato che cecchini hanno ucciso almeno tre contestatori a Barzeh mentre sparavano contro i manifestanti che invocavano la fine del regime.

“La ‘Amn’ (la polizia politica) ha lanciato gas lacrimogeni. Poi hanno cominciato a sparare dai tetti, mentre continuavano gli slogan contro Assad. Tre giovani sono stati uccisi e ho visto persone colpite alla testa e al petto”, ha detto un residente di Barzeh, che ha detto di chiamarsi Hussam.

Secondo attivisti e testimoni, sono decine di migliaia le persone che oggi hanno protestato in tutto il Paese, dove da 13 settimane i manifestanti chiedono la fine del governo di Assad.

“Di’ al mondo che Bashar (al-Assad) è privo di legittimità”, hanno gridato diverse migliaia di contestatori a Irbin, quartiere di Damasco, ha riferito un testimone oculare, con le grida che riecheggiavano al telefono.

A Homs e Hama, città della Siria centrale, i contestatori hanno gridato “la gente vuole la caduta del regime”, mentre a Deraa, culla della rivolta, i manifestanti hanno mostrato striscioni di rifiuto nei confronti della vaga promessa di dialogo fatta dal presidente Assad in un discorso questa settimana.

Proteste simili sono scoppiate lungo la costa, a Deir al-Zor e Qamishli, provincie orientali, e lungo il confine con la zona sunnita dell’Iraq.

CLINTON: USA PREOCCUPATI

Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha detto oggi che gli Stati Uniti sono preoccupati per le notizie secondo cui la Siria sta concentrando i suoi soldati vicino al confine con la Turchia - mossa che potrebbe far degenerare la crisi nella zona - e ne stanno parlando con i dirigenti turchi.

Le truppe siriane swono state schierate vicino al confine turco, secondo quanto riferito da testimoni, acuendo le tensioni con Ankara.

La Turchia ha fatto sapere che i responsabili degli Esteri dei due paesi si sono consultati al telefono e che l’ambasciatore siriano ad Ankara è stato in seguito convocato dal ministero degli Esteri.

Clinton ha precisato che la decisione della Siria di circondare e prendere di mira la città di Khirbat al-Joz, a soli 500 metri dal confine con la Turchia, segna una nuova preoccupante fase nei tentativi di Damasco di sedare le proteste anti-governative.

“Se fosse vero, quest’azione così aggressiva potrebbe solo esacerbare la già difficile situazione dei rifugiati in Siria”, ha detto Clinton.

“Se le forze siriane non cesseranno subito i loro attacchi e le loro provocazioni assisteremo a un’escalation del conflitto nella zona”.

— Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below