June 1, 2011 / 10:01 AM / 8 years ago

Nucleare,Cassazione: sì a referendum,sarà su nuova legge

ROMA (Reuters) - La Corte di Cassazione ha deciso oggi di confermare il referendum sul nucleare del 12-13 giugno, chiarendo però che il quesito si applicherà alla nuova normativa contenuta nel decreto Omnibus, come ha annunciato un portavoce della Corte Suprema.

Nucleare, Cassazione conferma referendum. REUTERS/Alessandro Bianchi

Dunque ora il ministero dell’Interno dovrà stampare nuove schede, anche se ai circa 3 milioni di elettori all’estero sono state già inviate quelle vecchie. Per questo le opposizioni hanno chiesto oggi al governo o di considerare validi i loro voti anche se espressi anche sulle schede già distribuite, oppure di non conteggiare i connazionali all’estero ai fini del quorum

Le associazioni ambientaliste e i partiti di centrosinistra esultano per quella che considerano una sconfitta del governo che ad aprile, dopo l’incidente nucleare di Fukushima, aveva deciso in fretta di sospendere la costruzione di nuove centrali, cercando di aggirare il referendum.

Ma per vincere davvero, i referendari devono assicurarsi il quorum del 50% più uno dei votanti, soglia che in Italia non si è più raggiunta dopo il 1995.

Intanto, sempre oggi, l’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni ha bacchettato la Rai, perché gli spazi informativi sui referendum del 12-13 giugno sono stati collocati finora in orari che contano pochi spettatori.

REFERENDUM CONFERMATO, MA SU NUOVE NORME

Questa mattina, dopo aver ascoltato per circa un’ora le ragioni dei sostenitori del referendum e del governo che invece voleva annullare la consultazione, i 17 giudici dell’Ufficio centrale elettorale si sono riuniti per decidere il destino del referendum, alla luce del decreto Omnibus approvato definitivamente dalla Camera il 25 maggio scorso e firmato il giorno dopo dal presidente della Repubblica.

In teoria, era la prima volta che la Cassazione era chiamata a decidere su una questione del genere: un governo che abroga la decisione al centro del quesito referendario, quella di costruire le centrali nucleari a 24 anni da un voto popolare che le mise al bando, dopo l’incidente nucleare di Chernobyl.

Ma i promotori del referendum hanno insistito fin dall’inizio sul fatto che la norma voluta dal governo sospende ma non annulla la costruzione delle centrali, rimandandola a valutazioni future sulla sicurezza, come dice il comma 1 dell’articolo 5 della legge “Omnibus”.

Non caso, lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva sottolineato che il ritorno del nucleare in Italia non era stato annullato, ma solo rinviato: “Se avessimo fatto il referendum avremmo rinunciato al nucleare per lungo tempo. Invece io spero che tra uno o due anni si potrà ritornare sulla scelta, dopo che sarà stata fatta chiarezza sulla tecnologia”.

Il precedente citato dai referendari risaliva al 1978, quando il governo dell’epoca aveva cercato di bypassare il voto modificando la normativa sottoposta a consultazione. La Cassazione, dopo un pronunciamento della Consulta, trasferì il quesito sulla nuova legge.

Oggi dunque la Cassazione ha dato ragione ai referendari, e ha deciso di confermare il referendum, che si terrà insieme ai due sull’acqua pubblica e a quello sul legittimo impedimento, sul testo della nuova legge, in particolare il già citato comma 1 e il comma 8 dell’articolo 5.

Si tratta dei commi che in sostanza danno mandato al governo, pur annullando la costruzione delle nuove centrali, di attuare successivamente il programma di energia nucleare in base alle risultanze di una verifica condotta sia dall’agenzia italiana che dall’Unione europea sulla sicurezza degli impianti.

ESULTANO ASSOCIAZIONI E CENTROSINISTRA

La decisione della Cassazione è stata accolta positivamente dai sostenitori del referendum, che era stato promosso nel 2010 dall’Italia dei Valori.

“Si afferma la serena forza della Costituzione contro il tentativo maldestro di raggirare i cittadini”, ha commentato coi giornalisti l’avvocato Gianluigi Pellegrino, che davanti alla Corte Suprema rappresenta le posizioni del Pd.

“E’ un bene per il Paese che, come richiesto dal Wwf nella sua memoria inviata ieri, la Corte di Cassazione, confermando il referendum sul nucleare, abbia richiamato di fatto governo e Parlamento al pieno rispetto della sovranità popolare che si esprimerà con il voto referendario tutelato dalla Costituzione”, ha detto in una nota Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia.

I radicali hanno parlato di “ottima decisione”, mentre il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, ha detto che “adesso è necessario un grande sforzo collettivo di tutti per far vincere i Si e sfiduciare dal basso e per sempre Berlusconi”.

Al contrario, il leader dei Verdi Angelo Bonelli lancia “un appello a tutti affinchè questo referendum non si trasformi in un voto pro o contro Berlusconi. Questi referendum riguardano tutto il Paese: sono tanti anche gli elettori di centro destra contrari al nucleare...”.

Contestano invece la decisione della Cassazione alcuni esponenti della maggioranza, e in particolare il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, secondo cui “governo e Parlamento hanno abrogato tutte le norme che consentivano l’installazione di centrali nucleari. La decisione della Cassazione desta dunque assoluto stupore, perché già oggi non vi sono in Italia norme che consentono la produzione di energia nucleare”.

EMERGENZA SCHEDE

Ma superato lo scoglio del vaglio della Corte Suprema, ora per la consultazione referendaria si apre un problema tecnico, perché, come ha spiegato lo stesso portavoce della Cassazione, il vice segretario generale Raffaele Botta, bisogna modificare le schede elettorali.

Nel frattempo, agli elettori italiani all’estero però sono state già inviate le schede da votare, come prevede la legge, che indica il limite di 18 giorni dalla consultazione.

Per questo, i rappresentanti dei partiti di opposizione hanno chiesto in una lettera congiunta al governo di fare “di tutto per tutelare l’uguaglianza dei cittadini e garantire il voto degli cittadini all’estero al referendum”.

Dato che mancherebbe il tempo di ristampare e distribuire le schede agli elettori all’estero, le opposizioni hanno proposto o di “considerare valido per l’estero il vecchio quesito o, nel peggiore dei casi, non considerare il voto all’estero ai fini del conteggio del quorum”, dice un comunicato diffuso dal Pd.

La sfida principale, per gli anti-nuclearisti, è anche quella di superare il quorum, mancato dai referendum abrogativi del 1997.

Ma anche se la questione del nucleare è la più dibattuta, soprattutto dopo l’incidente in Giappone, è forse il referendum sull’acqua pubblica quello gode di maggiori consensi e, con adesioni trasversali, forse di un effetto trascinamento.

I due quesiti sull’acqua - contro l’affidamento della gestione a privati e contro la remunerazione del capitale investito - hanno raccolto l’anno scorso 1 milione e 400firme, un record nella storia del referendum.

E secondo un sondaggio diffuso giorni fa da Ipr Marketing, il 60% degli italiani voterebbe sì al referendum contro il nucleare, rispetto al 65% favorevole a quelli per l’acqua.

Intanto l’Agcom ha richiamato la Rai a trasmettere in orari di massimo ascolto le schede informative sui referendum, dopo gli esposti presentati nei giorni scorsi dai referendari.

“L’Autorità ha, pertanto, rivolto un richiamo alla concessionaria pubblica affinché realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire l’obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti”, dice un comunicato diffuso oggi dall’authority.

(Massimiliano Di Giorgio)

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