May 12, 2011 / 5:07 PM / 8 years ago

Demjanjuk condannato per morte ebrei, non andrà in carcere

MONACO, Germania (Reuters) - Un tribunale tedesco ha condannato oggi John Demjanjuk per il ruolo che ebbe nell’uccisione di 28.000 ebrei nel campo di concentramento nazista di Sobibor, ma il 91enne non andrà in carcere data l’età.

I sopravvissuti all’Olocausto, in un primo momento, hanno accolto favorevolmente la sentenza del Tribunale di Monaco secondo cui Demjanjuk, assolto in un altro caso di crimini di guerra in Israele una ventina di anni fa, è stato complice di uccisioni di massa come guardia al campo di concentramento di Sobibor in Polonia durante la Seconda guerra mondiale.

Ma poco dopo si sono rammaricati per la decisione del giudice Ralph Alt di lasciare Demjanjuk libero nonostante su di lui penda una condanna a cinque anni di carcere.

Demjanjuk non ha mostrato alcuna reazione mentre il giudice leggeva la sentenza secondo cui le guardie ebbero un ruolo fondamentale in campi di concentramento come Sobibor, dove si pensa che almeno 250.000 ebrei siano stati uccisi nonostante ci fossero soltanto 20 funzionari delle Ss.

“Sapeva perfettamente fin dall’inizio cosa stava succedendo nel campo”, ha detto il giudice.

Ma Alt ha anche detto che dato che Demjanjuk era già stato in carcere per due anni, sembra inappropriato, data l’età, che passi dell’altro tempo in prigione.

“L’imputato deve essere lasciato andare”, ha detto.

In una nota, il Tribunale ha fatto riferimento ad altri due aspetti: Demjanjuk ha già trascorso otto anni in carcere in Israele e il reato risale a 68 anni fa.

Demjanjuk era stato in un primo momento condannato a morte una ventina di anni fa in Israele per essere stato il famigerato “Ivan il terribile”, guardia al campo di Treblinka in Polonia. Ma il verdetto è stato rivisto in appello dalla Suprema corte israeliana nel 1993 dopo che erano emerse nuove prove che facevano riferimento a un caso di errore di identità.

Demjanjuk è stato in carcere in Germania da quando fu estradato dagli Usa due anni fa e i suoi legali ne avevano chiesto la liberazione adducendo ragioni legate all’età e allo stato di salute.

Ha partecipato al processo, durato 18 mesi a Monaco su una sedia a rotelle e a volte sdraiato. Ha negato le accuse su Sobibor ma non ha parlato al processo.

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