April 12, 2011 / 8:15 AM / 8 years ago

Costa Avorio, Ouattara chiede pace dopo arresto Gbagbo

ABIDJAN (Reuters) - Il presidente in pectore della Costa d’Avorio Alassane Ouattara ha lanciato un appello alla pace dopo che il suo rivale, il presidente uscente Laurent Gbagbo, è stato arrestato ieri grazie all’aiuto delle forze francesi, ma ha di fronte a sé il pesantissimo compito di rimettere insieme un paese frantumato dalla guerra civile.

Manifestanti in Costa d'Avorio. REUTERS/Emmanuel Braun

Ouattara, che ha vinto le elezioni presidenziali di novembre secondo i risultati certificati dall’Onu, può finalmente iniziare ad affermare la propria autorità sul paese dell’Africa occidentale dopo la cattura di Gbagbo, che ha posto fine a quattro mesi di stallo politico trasformatosi poi in conflitto aperto.

Gbagbo, che rifiutava di dimettersi dopo 10 anni al potere, è stato arrestato dopo che le truppe francesi si sono avvicinate al bunker in cui era asserragliato da una settimana, ed è sotto il controllo delle forze di Ouattara.

Ora Ouattara è il solo leader in carica, sebbene secondo molti analisti ciò potrebbe non essere sufficiente a porre fine ai combattimenti che hanno insanguinato nelle scorse settimane il Paese, primo produttore mondiale di cacao.

“Faccio appello ai miei compatrioti ad astenersi da tutte le forme di rappresaglia e violenza”, ha detto Ouattara in un discorso ieri sera sul canale tv Tci, invocando “una nuova era di speranza”.

“Il nostro paese ha voltato una pagina dolorosa della sua storia”, ha detto Ouattara, invitando le milizie giovanili responsabili di atti di saccheggio ad abbandonare le armi e promettendo di riportare la sicurezza nel Paese.

La violenza etnica ha imperversato durante il lungo braccio di ferro tra Ouattara e Gbagbo, soprattutto nell’ovest, con centinaia di persone uccise mentre entrambi gli schieramenti commettevano atrocità contro i civili, secondo i gruppi di aiuto umanitario.

Ouattara ha detto che Gbagbo, la moglie e alcuni consiglieri saranno processati. Ma ha anche promesso una Commissione per la verità e la riconciliazione in stile sudafricano, per fare luce sui crimini e gli abusi contro i diritti umani.

Intanto, nella capitale economica Abidjan, dove gli abitanti sono rimasti intrappolati in casa per una decina di giorni con scarso cibo e poca acqua mentre i combattimenti infuriavano, Ouattara deve affrontare una sfida immediata.

La scarsità di rifornimenti, i frequenti blackout elettrici e la mancanza di medicinali hanno alimentato timori di un disastro umanitario, a meno che le autorità non agiscano rapidamente.

Ouattara ha lanciato un appello alla calma e ha detto di aver chiesto alla polizia e alla gendarmeria, così come alle truppe Onu e francesi, di contribuire a garantire la sicurezza.

Anche Gbagbo, che appariva sottomesso e spaventato, ha parlato brevemente alla tv Tci e ha chiesto la fine dei combattimenti. Ma non è chiaro se le milizie a lui fedeli, che hanno minacciato di combattere fino alla fine e che controllano alcune zone di Abidjan, deporranno le armi. E non è neanche chiaro se il 46% di ivoriani che alle elezioni hanno votato per Gbagbo accetteranno la sconfitta.

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