March 21, 2011 / 5:16 PM / 8 years ago

Giustizia, Alfano: parte mediazione civile per abbattere cause

ROMA (Reuters) - Dai contratti di affitto alle successioni ereditarie, diventa da oggi obbligatorio il tentativo di mediazione tra privati in un gran numero di controversie civili e, solo se fallirà, alla fine del quarto mese sarà possibile rivolgersi al tribunale civile. Lo ha detto oggi il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano. REUTERS/Max Rossi

L’obiettivo “è diminuire il numero delle cause che entrano in tribunale e far sì che le parti, piuttosto che restare davanti al giudice per 9 anni (durata media di una causa civile, ndr), provi a risolvere tutto con una stretta di mano in 120 giorni al massimo”, ha detto Alfano in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Oggi si chiude la prima fase della riforma sulla mediazione, caratterizzata dalla “volontarietà”, mentre prende il via la fase in cui il tentativo di mediazione diventa obbligatorio per un ampio spettro di liti.

Le parti sono obbligate da oggi a cercare la conciliazione nelle liti in materia successioni ereditarie, locazioni, comodato, patti di famiglia, divisioni, diritti reali (quali usufrutto, servitù di passaggio, distanze nelle costruzioni), affitti di aziende, contratti assicurativi e risarcimento danni in caso di colpe mediche o diffamazioni a mezzo stampa.

Il procedimento di mediazione non potrà durare più di quattro mesi. Se il tentativo fallirà, sarà sempre possibile rivolgersi al tribunale civile.

Il ministero della Giustizia stima che la mediazione servirà a smaltire oltre 600mila processi civili all’anno.

Nel 2012, infine, ci sarà la terza e ultima fase, che estenderà l’obbligo della mediazione alle numerosissime controversie — il 60% del totale delle cause civili, dice il ministero — in materia di condominio e di risarcimento danni per incidenti stradali o in barca.

Anche nei casi di mediazione obbligatoria, sarà inoltre sempre possibile richiedere al giudice i provvedimenti che, secondo la legge, sono urgenti o indilazionabili.

Alfano ha ricordato che in ogni provincia italiana ci sono organismi di conciliazione già operativi. “Sono in tutto 630 e i cittadini possono trovare l’elenco completo sul sito www.giustizia.it”.

Le indennità dovute dalle parti all’organismo di conciliazione (da 105 euro a 9.240 per le cause con valore oltre i 5 milioni di euro) sono regolate da una precisa disciplina che mette in corrispondenza valore della lite e costo della procedura, dice il ministero.

(Roberto Landucci)

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