March 4, 2011 / 2:27 PM / 9 years ago

Libia, scontri a Tripoli. Allerta Interpol su Gheddafi

TRIPOLI, Libia (Reuters) - Le forze di Muammar Gheddafi hanno combattuto con i ribelli in diverse zone della Libia, mentre scontri sono scoppiati anche a Tripoli quando uomini armati hanno sparato per cercare di disperdere una folla di contestatori che stava intonando slogan come “Gheddafi è il nemico di Dio”.

Un'immagine di manifestanti antigovernativi a Zawiyah, 50 chilometri a ovest di Tripoli. REUTERS/Ahmed Jadallah

Intanto l’Interpol, con base a Parigi, ha diramato un’allerta globale contro Gheddafi e 15 membri della sua cerchia per aiutare le polizie di tutto il mondo ad applicare le sanzioni Onu imposte per cercare di porre fine alle rivolte nel Paese nordafricano, 12esimo esportatore di petrolio al mondo.

Gli avvisi dell’Interpol, rossi o arancioni, non sono mandati d’arresto ma sono diramati per gli aiutare i paesi a rintracciare asset illegali o sospetti ricercati per l’estradizione.

Con la promessa di “vittoria o morte”, i ribelli sono avanzati verso Tripoli, sferrando un attacco nel centro petrolifero di Ras Lanuf, che si trova su una strada costiera strategica. I rivoltosi hanno affermato di aver preso il controllo dell’aeroporto.

Nella parte occidentale del Paese, le forze fedeli a Gheddafi hanno lanciato un’offensiva per riprendere il controllo di Zawiyah, e alcuni residenti hanno detto che almeno 30 civili sono morti durante l’attacco delle forze governative. Tra i morti ci sarebbe anche un comandante della coalizione ribelle.

Le rivolte a Zawiyah — la città in mano ai ribelli più vicina a Tripoli e sede di una raffineria petrolifera — hanno costituito motivo di imbarazzo per le autorità libiche che stanno cercando di dimostrare di avere il controllo almeno sulla parte occidentale del Paese.

SCONTRI A TRIPOLI

Le forze di Gheddafi hanno sparato colpi d’arma da fuoco oggi a Tripoli, nel tentativo di disperdere la folla di contestatori che si era riunita dopo le preghiere del venerdì.

I contestatori sono usciti dalla moschea Murat Adha nel distretto di Tajoura, nella zona orientale di Tripoli, e centinaia di persone hanno cominciato ad urlare slogan contro il regime di Gheddafi, chiedendone la fine.

Poco dopo le forze di sicurezza del rais, con indosso tute militari e foulard verdi in testa, sono giunte sulla scena delle proteste.

“Hanno sparato gas lacrimogeni. Ho sentito sparare, la gente sta scappando”, ha detto un reporter Reuters.

Un altro giornalista, presente nel distretto di Tajoura, ha detto che 14 pick up delle forze di sicurezza libiche si sono dirette a tutta velocità verso la zona della protesta.

Tripoli è la principale roccaforte di Gheddafi, dopo che i ribelli hanno preso il controllo di altre zone del paese, e le autorità hanno descritto la capitale come una città dove la vita prosegue nella normalità, ma le ultime manifestazioni di protesta hanno intaccato questa immagine.

“Questa è la fine per Gheddafi. E’ finita. Quaranta anni di crimini sono finiti”, ha detto Faragha Salim, un ingegnere presente durante le proteste a Tajoura.

Le autorità stanno cercando di impedire che i giornalisti stranieri riportino notizie in maniera indipendente sulle rivolte a Tripoli.

Un portavoce del governo libico ha detto che i movimenti dei giornalisti sono stati limitati perché la loro presenza potrebbe alimentare gli episodi di violenza da parte di persone descritte come affiliati di al Qaeda.

“Ci troviamo in circostanze eccezionali. So che parlerete di questo e che rigirerete la questione a vostro piacimento”, ha detto il portavoce Mussa Ibrahim.

“Ci stiamo preparando a pagare il prezzo per il fatto che vi impediamo di riportare notizie, per impedire che Tripoli diventi come Baghdad”.

La Libia, intanto, ha nominato l’ex ministro degli Esteri Alì Abdussalam Treki ambasciatore presso le Nazioni Unite a New York, sostituendo così il precedente inviato che aveva denunciato il regime di Gheddafi, ha riferito una importante fonte governativa.

“Il dottor Treki è stato nominato inviato della Libia alle nazioni Unite per sostituire (Abdurrahman Mohamed) Shalgham”, ha detto a Reuters la fonte, che non vuole essere identificata.

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