March 3, 2011 / 7:42 AM / 8 years ago

Libia, Gheddafi attacca zone petrolio. Ipotesi trattative

BREGA, Libia (Reuters) - I militari fedeli a Muammar Gheddafi oggi hanno attaccato i ribelli che hanno il controllo degli hub dell’export petrolifero nell’est della Libia per il secondo giorno, mentre la Corte Penale internazionale ha fatto sapere che il rais e i membri della sua cerchia potrebbero essere indagati per presunti crimini commessi contro i civili dalle forze di sicurezza.

Il leader libico Muammar Gaddafi . REUTERS/Ahmed Jadallah

Il Venezuela, intanto, ha fatto sapere che Gheddafi ha accettato la proposta del presidente Hugo Chavez di una commissione internazionale da inviare in Libia per trattare con entrambe le parti (governo e ribelli ndr) la fine del conflitto.

Ma i ribelli che hanno dato vita al Consiglio nazionale libico, che ha sede nella Libia orientale, hanno detto di essere disponibili ad una trattativa solo ed esclusivamente sulle dimissioni o l’esilio di Gheddafi.

Il figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, ha poi detto a Sky News che non c’è alcun bisogno di una mediazione esterna per porre fine al conflitto.

“Dobbiamo dire grazie...ma siamo capaci di risolvere le nostre questioni tra di noi. Non c’è bisogno di un intervento esterno”, ha detto al- Islam.

A Parigi, intanto, il ministro degli Esteri francese Alain Juppé ha reso noto oggi che la Francia e la Gran Bretagna appoggerebbero l’idea di una no-fly zone sulla Libia se le forze del leader libico dovessero continuare ad attaccare i cittadini.

Le rivolte sono costate, fino a questo momento, alla Libia circa il 50% della produzione petrolifera da 1,6 milioni di barili al giorno, la spina dorsale della sua economia.

RAID AEREI A BREGA

Testimoni riferiscono che un aereo da guerra ha bombardato il terminal petrolifero di Brega, nell’est, dopo che ieri le truppe fedeli a Gheddafi avevano sferrato un attacco terrestre e aereo sulla cittadina, respinto dai ribelli.

Aerei da guerra hanno poi lanciato due raid contro la vicina città di Ajbadiya, anch’essa in mano ai ribelli, hanno riferito testimoni.

ISaif al-Islam ha detto che il bombardamento di Brega era volto a tenere lontani i miliziani e a prendere il controllo delle istallazioni petrolifere.

“Prima di tutto tutte le bombe (sono state lanciate) solo per farli andare via”, ha detto al-Islam alla britannica Sky News. “Non per spaventarli”. Un rappresentante dei ribelli ha detto che gli attacchi aerei del governo avevano come obiettivo l’aeroporto di Brega e una postazione dei rivoltosi nella vicina cittadina di Ajdabiyah.

Soldati dell’opposizione hanno anche detto che truppe fedeli a Gheddafi sono state respinte a Ras Lanuf, dove si trova un altro importante terminal petrolifero, 600 chilometri a est di Tripoli.

“Le forze di Gheddafi sono a Ras Lanuf”, ha detto a Reuters Mohammed al-Maghrebi, volontario dei ribelli. Gli stessi rivoltosi hanno poi detto di aver catturato un gruppo di mercenari.

Ad al-Ugayla, a est di Ras Lanuf, un ribelle urlava sul viso di un giovane africano appena catturato, ritenuto un mercenario: “Avevi pistole, sì o no? Eri con le brigate di Gheddafi sì o no?”.

Il giovane, rimasto in silenzio, è stato costretto a inginocchiarsi nella polvere. Un uomo gli teneva una pistola accanto al viso, poi un giornalista ha protestato dicendo all’uomo che i ribelli non sono giudici.

A l’Aja, intanto, il procuratore della Corte penale internazionale ha detto che Gheddafi e i membri della sua cerchia, compresi alcuni dei suoi figli, potrebbero essere indagati per presunti crimini commessi dall’inizio delle rivolte.

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