March 1, 2011 / 10:43 AM / 8 years ago

Yemen, in migliaia chiedono le dimissioni del presidente Saleh

SANAA/ADEN (Reuters) - Decine di migliaia di manifestanti si sono riversati per le strade dello Yemen oggi, dedicando la “giornata della rabbia” alle 24 persone uccise nelle manifestazioni per chiedere la fine del trentennale governo del presidente Alì Abdullah Saleh.

Manifestanti in Yemen. REUTERS/Khaled Abdullah

Saleh, alleato degli Stati Uniti contro l’ala yemenita di al Qaeda, non è riuscito a placare le proteste in atto da due mesi in un Paese in cui la metà dei 23 milioni di persone possiede armi, il 40% vive con 2 dollari al giorno o anche meno e un terzo deve fare i conti con la fame cronica.

I manifestanti protestano anche contro la corruzione diffusa. I laureati nelle università dello Yemen faticano a trovare un lavoro senza raccomandazioni e il livello di disoccupazione giovanile è elevato.

Lo Yemen inoltre è dilaniato dalle lotte locali, con i ribelli sciiti nel Nord e i separatisti nel Sud che chiedono una più equa partecipazione politica.

Saleh ha incontrato i capi delle tribù e quelli dell’esercito per ottenere il loro sostegno, ma con le risorse idriche e petrolifere che si stanno esaurendo il suo governo non è più in grado di accontentare gli alleati per mantenere la pace.

Ieri Saleh ha offerto colloqui per formare un governo di unità ma l’opposizione ha respinto seccamente la proposta, dicendo di condividere le ragioni dei manifestanti che ne chiedono le dimissioni.

Sempre ieri in un vertice coi leader religiosi, Saleh ha ammonito che chi sta dietro alle proteste sta dividendo il Paese.

“Non sarebbero in grado di governare nemmeno per una settimana”, ha detto ripreso dai media di Stato. “Lo Yemen verrebbe diviso... in quattro parti da coloro che cavalcano un’ondata di stupidità”.

La maggior parte delle vittime da gennaio si sono registrate nel porto meridionale di Aden dove i manifestanti e la polizia si sono scontrati regolarmente. In molti lamentano che le forze di sicurezza hanno reagito con maggior violenza nel Sud, un tempo uno Stato indipendente.

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