February 18, 2011 / 7:27 AM / 8 years ago

Bahrein, forze sicurezza sparano su dimostranti:23 feriti

MANAMA/DIRAZ, Bahrein (Reuters) - Le forze di sicurezza del Bahrein hanno sparato sui contestatori nei pressi di piazza Pearl oggi e ne hanno feriti almeno 23: lo ha riferito un ex parlamentare sciita, il giorno dopo che la polizia ha sgomberato con la forza i dimostranti che si erano accampati nella capitale.

Una veglia di preghiera per i manifestanti rimasti feriti dopo una carica della polizia del Bahrein in un campo antigovernativo, davanti all'ospedale Salmaniya di Manama. REUTERS/Hamad I Mohammed

“Pensiamo sia stato l’esercito”, ha detto Sayed Hadi, del partito Wefaq, principale schieramento sciita che ha abbandonato ieri il parlamento.

La sparatoria è avvenuta nel giorno dei funerali di tre dei quattro manifestanti rimasti uccisi nella repressione di una manifestazione proprio a piazza Pearl.

Tra l’altro oggi il principe ereditario Sheikh Salman bin Hamad al-Khalifa aveva invitato alla calma: “Rispetto il Wefaq, come rispetto gli altri partiti. E’ arrivato il momento di sedersi e riprendere il dialogo, non di combattere”, ha detto al-Khalifa a Bahrein tv.

Un altro parlamentare del Wefaq, Jalal Firooz, ha detto che i dimostranti si trovavano altrove, commemorando la morte di un contestatore ucciso ad inizio settimana quando, durante un raid, la polizia ha sparato lacrimogeni sui dimostranti.

La folla si sarebbe poi diretta a piazza Pearl, dove l’esercito che l’aveva occupata in seguito al raid della polizia avrebbe aperto il fuoco, ha detto Firooz.

Non è stato possibile, al momento, raggiungere la polizia bahreinita per un commento. Testimoni hanno detto che circa 20 vetture della polizia si sono dirette verso la piazza dopo la sparatoria iniziale.

Un medico dell’ospedale Salmaniya ha detto che 25 persone sono state ricoverate, due delle quali con ferite gravi, secondo quanto riferito dalla tv libanese, di proprietà di Hezbollah, al-Manar.

“Questa è una protesta pacifica”, ha detto il medico Mahmoud Abbas all’emittente. “Come si può rispondere con le pallottole? Si tratta di un disastro umanitario. Non possiamo gestirlo”.

Nelle prime ore di ieri quattro persone state uccise e 231 ferite durante un raid della polizia, avvenuto mentre molte persone stavano ancora dormendo.

Soldati in veicoli e carri armati hanno poi preso il controllo della piazza, che i contestatori sciiti avrebbero voluto utilizzare come base per le proteste, come fatto dagli egiziani con piazza Tarhir, il cuore delle rivolte che hanno costretto il presidente Hosni Mubarak alle dimissioni lo scorso 11 febbraio.

FUNERALI

Diverse migliaia di sciiti hanno partecipato oggi ai funerali di tre dei quattro manifestanti rimasti uccisi ieri, quando oltre ai quattro morti ci sono stati anche più di 230 feriti, decine di arresti e 60 dispersi, secondo quanto detto dai leader dell’opposizione.

Gli sciiti rappresentano il 70% della popolazione del Bahrein, governato dalla dinastia sunnita al-Khalifa.

Migliaia di persone si sono unite alle processioni per i funerali nel villaggio di Sitra, a sud di Manama, gridando “il popolo vuole la caduta del regime”.

All’interno di una moschea, gli uomini hanno lavato il corpo di una delle vittime, lo studente 22enne Mahmoud Abu Taki.

“Prima di andare mi ha detto ‘non preoccuparti papà, voglio la libertà’”, ha detto il padre del ragazzo, Mekki Abu Taki, 53 anni.

“Questo è un governo finito”, ha aggiunto Abu Taki. “Le proteste continueranno. Il governo qui è come la gente della giungla”.

Poi i cadaveri del figlio e di Ali Mansour Khudeir, 58 anni, sono stati avvolti nella bandiera rossa e bianca del Bahrein, caricati su due veicoli e portati lentamente in processione per le strade.

Intanto la massima carica religiosa sciita del Bahrein oggi ha definito l’attacco della polizia contro i manifestanti un “massacro”, e ha detto che il governo ha chiuso la porta al dialogo.

Sheikh Issa Qassem, considerato il più importante leader religioso sciita nel Paese, ha parlato in una moschea in un villaggio sciita alla periferia nordoccidentale del Bahrein, dove migliaia di persone si sono riunite per la preghiera del Venerdì.

Il ministro degli Esteri Sheikh Khaled bin Ahmed al-Khalifa ha detto che l’azione della polizia ha salvato il Paese da quello che ha definito l’orlo di un abisso settario.

L’isola del Golfo Persico è uno stretto alleato degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita, essendo considerata un baluardo contro l’Iran sciita. La base della Marina statunitense in Medio Oriente è situata vicino a Manama.

“Il Bahrein è un amico e un alleato e lo è da molti anni”, ha detto ieri il segretario di Stato Usa Hillary Clinton. “Chiediamo moderazione al governo (e) di mantenere l’impegno a far sì che coloro che hanno fatto un uso eccessivo della forza ne rendano conto”.

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