14 febbraio 2011 / 11:37 / tra 7 anni

Sondaggi, Demos: Berlusconi ai minimi, centrodestra sconfitto

ROMA (Reuters) - Crollo della popolarità del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, giunto al 30,4% (cioè ai minimi del 2005), ma perdita anche di consensi da parte dei due partiti maggiori (Pdl e Pd), con il centrosinistra avanti rispetto al centrodestra.

<p>Silvio Berlusconi. REUTERS</p>

Sono questi i risultati del sondaggio che l‘istituto di ricerca politica e sociale Demos, presieduto da Ilvo Diamanti, ha realizzato per Repubblica e che il quotidiano pubblica oggi.

La fiducia di Berlusconi è in netto calo anche rispetto alla precedente rilevazione di dicembre 2010 (-4,6%) mentre la classifica dei leader è solidamente guidata dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti che consolida la sua leadership ad un 50,4% di gradimento (+7,8% da dicembre); in crescita anche Pier Ferdinando Casini (40,2%), Pier Luigi Bersani (39,2%), Gianfranco Fini (35,3%) e Umberto Bossi (31,6%) che sopravanza Berlusconi approfittando anche della sua pesante flessione.

Diamanti commenta che la fiducia dei cittadini nei confronti di Berlusconi “ha toccato il fondo” ma invita a non considerare questo un segnale di definitiva decadenza del Cavaliere.

“La quota di italiani che ne valuta positivamente l‘operato (con un voto almeno sufficiente) è ridotta al 30%. Meno che nel settembre 2005, quando il Cavaliere sembrava avviato a una sconfitta pesante alle elezioni politiche dell‘anno seguente. Il che suggerisce di usare cautela, prima di darlo per finito, visto come sono andate le cose in seguito”, scrive Diamanti.

La fiducia in Berlusconi è calata di 12 punti rispetto allo scorso giugno e addirittura di 18 rispetto a un anno fa.

“I motivi di insoddisfazione degli elettori, d‘altronde, vanno al di là delle feste e dei festini a casa del premier. Solo un italiano su quattro, infatti, pensa che il governo Berlusconi abbia mantenuto le promesse. Quasi metà rispetto a due anni fa”, commenta Diamanti.

Il sondaggio, dicevamo, conferma il calo sensibile dei due partiti principali: il Pdl scende al 27%, il Pd al 24%. Insieme: poco più del 50%. Alle elezioni politiche del 2008 superavano il 70%. “Segno definitivo che l‘illusione bipartitica è finita”, commenta Diamanti.

Secondo le stime dell‘Atlante Politico della Demos l‘attuale coalizione di governo, allargata alla Destra di Francecso Storace, in caso di elezioni oggi perderebbe nettamente il confronto (57% a 43%) con una ipotetica “Grande Alleanza” di opposizione, che dal Terzo Polo arrivasse fino a Sel, passando per il Pd e l‘Idv. Ma appare sfavorita anche in una competizione tripolare. Il Centrosinistra (Pd e Idv insieme a Sel) vincerebbe, infatti, in misura più larga rispetto a due mesi fa (6 punti percentuali in più). Aiutato, per un verso, dal voto di elettori incerti di centrosinistra; per altro verso, dalla crescita del Terzo Polo a spese del Centrodestra.

“Si spiega così la resistenza del premier di fronte a ogni ipotesi di voto anticipato”, conclude Diamanti.

La crisi di popolarità del presidente del Consiglio ha deciso i bookmaker inglesi ad aprire le scommesse sulla sua caduta: William Hill paga a 5,00 la caduta del cavaliere entro marzo, mentre l‘addio tra aprile e giugno si gioca a 10,00.

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