January 17, 2011 / 9:31 AM / 9 years ago

Caro vita, un uomo si dà fuoco in Egitto, 4 in Algeria

IL CAIRO (Reuters) - Il gesto di immolazione che ha scatenato in Tunisia le violente proteste che hanno portato alla destituzione del presidente Ben Ali sembra aver dato il via a gesti di emulazione in altri paesi del Nord Africa, con quattro uomini che si sono dati fuoco in Algeria e altri due uomini che hanno fatto lo stesso rispettivamente in Egitto e Mauritania.

Protesta antigovernativa al Cairo. REUTERS/Asmaa Waguih

Un egiziano si è dato fuoco oggi vicino al Parlamento in segno di protesta contro standard di vita troppo bassi, secondo quanto riferito da un testimone e da alcuni funzionari.

In Algeria, nelle ultime settimane teatro di violente proteste contro i prezzi del cibo troppo alti e la disoccupazione, contemporaneramente alle proteste tunisine, almeno quattro persone si sono date fuoco negli ultimi cinque giorni, come scritto oggi da diversi quotidiani.

E anche a Nouakchott, capitale della Mauritania, fonti della polizia hanno riferito che Yacoub Ould Dahoud, 40enne direttore di una società e membro di una famiglia benestante del paese, si è dato fuoco in segno di protesta contro il governo, reo di maltrattamenti nei confronti della sua tribù.

Alcuni testimoni hanno detto che l’uomo si è cosparso di benzina all’interno della sua vettura chiusa a chiave davanti al palazzo presidenziale, e si è dato fuoco.

Le forze di sicurezza e alcuni passanti hanno rotto i finestrini per estrarlo dall’abitacolo. L’uomo è stato trasportato in ospedale con gravi ustioni.

“Stiamo assistendo ad un nuovo trend?”, ha scritto su un blog Blake Hounshell, che si occupa del Medio Oriente per il sito foreignpolicy.com.

“C’è qualcosa di tremendo e, in qualche modo, commovente in questi tentativi di suicidio. E’ una disperata, scioccante tattica che attrae immediatamente attenzione, repulsione ma anche compassione”.

Gli attivisti del mondo arabo hanno detto di essere stati ispirati da quanto avvenuto in Tunisia, il primo paese da intere generazioni dove un leader arabo è stato destituito da proteste popolari.

In Tunisia, le proteste che hanno portato alla destituzione del presidente Zine al-Abidine Ben Ali sono scoppiate dopo un analogo gesto da parte di un fruttivendolo 26enne, Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco il 17 dicembre dopo che la polizia aveva sequestrato la sua merce.

Bouazizi è morto dopo settimane di agonia diventando un martire per migliaia di studenti e di disoccupati che protestano contro le pessime condizioni di vita.

IN EGITTO E ALGERIA

Secondo analisti, esponenti dell’opposizione e gente comune la rivolta tunisina potrebbe estendersi. Come i tunisini, molti arabi sono frustrati per il continuo aumento dei prezzi, la povertà e tra l’altro l’alto tasso di disoccupazione.

In Egitto, un testimone che lavora in Parlamento ha raccontato che l’uomo si è versato addosso della benzina e si è dato fuoco quando qualcuno ha cercato di avvicinarlo. Poi le fiamme sono state spente e l’uomo è stato portato all’ospedale.

Una fonte del Ministero dell’Interno ha detto che l’uomo è il proprietario di un ristorantino e che stava protestando per i suoi standard di vita troppo bassi. Un’altra fonte della sicurezza ha detto che era ferito soprattutto alle mani e al volto, e che la gravità delle ustioni non è chiara.

Al-Masry Al-Youm sul proprio sito Web ha citato un testimone secondo cui l’egiziano stava intonando slogan contro l’apparato di sicurezza dello Stato prima di darsi fuoco. In Algeria, Senouci Touat si è immerso nella benzina e si è dato fuoco nella città di Mostaganem, 350 chilometri a ovesti della capitale, come scritto dai quotidiani El Watan ed El Khabar. L’uomo non è in pericolo di vita.

Mohsen Bouterfif è morto sabato nella provincia di Tebessa per le ustioni che si era procurato tre giorni prima dandosi fuoco dopo che il sindaco non era riuscito a garantirgli un’abitazione. A Bordj Menail, il 26enne Aouichia Mohamed si è dato fuoco mercoledì. Il quarto incidente è avvenuto nella città di Jijel, sempre secondo i quotidiani.

Alcune fonti hanno detto che due persone sono rimaste uccise e diverse altre sono rimaste ferite nel corso delle proteste delle ultime settimane in Algeria. Per placare i manifestanti, il Paese ha ridotto il costo di zucchero e combustibile da cucina.

Altre manifestazioni di protesta si sono svolte in altri Paesi africani e del Medio Oriente sempre a causa dei prezzi degli alimenti troppo alti, delle basse condizioni di vita e della mancanza di libertà politiche.

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