December 30, 2010 / 10:35 AM / 9 years ago

Ambiente, Wwf: bilancio negativo nel 2010 per l'Italia

ROMA (Reuters) - Il 2010 si conclude in negativo dal punto di vista ambientale in Italia, soprattutto per la scarsa riduzione delle emissioni a effetto serra, la mancanza di sostegno alle energie rinnovabili e la cementificazione del territorio, dice oggi il Fondo Mondiale per la Natura (Wwf).

Spazzatura nelle strade di Napoli. REUTERS

In un rapporto diffuso oggi, l’associazione analizza i vari settori ambientali, e promuove l’Italia praticamente soltanto per la Strategia nazionale per la biodiversità adottata quest’anno. La penisola è infatti, dice il Wwf, il paese europeo più ricco di specie animali e floristiche, ma “attualmente sono a rischio il 68% dei vertebrati terrestri, il 66% degli uccelli, il 64% dei mammiferi e l’88% dei pesci di acqua dolce”.

Il Wwf critica invece il governo per la politica sui parchi e le aree protette, nonostante il Parlamento abbia corretto un provvedimento che inizialmente tagliava del 42% rispetto al 2010 i finanziamenti per il 2011. Secondo l’associazione infatti “le risorse destinate al funzionamento delle 24 aree protette nazionali continuano ad essere insufficienti per l’espletamento delle funzioni di legge e per garantire il motivo stesso dell’esistenza di un Parco: la conservazione della natura”.

Per il Wwf poi non c’è alcun “atto concreto sui cambiamenti climatici” da parte dell’Italia. Secondo il rapporto, “nella Legge di Stabilità 2011... non c’è nemmeno un euro destinato al Fondo” rotativo destinato a finanziare le misure per l’attuazione del Protocollo di Kyoto.

Il governo, dice ancora il Wwf, non “sembra accorgersi che l’Agenzia Europea per l’Ambiente reputa improbabile che l’Italia rispetti l’obiettivo di Kyoto, nonostante il calo delle emissioni dovute alla crisi economica...”.

Ancora, dice il rapporto, “per il Clima, nel Bilancio di previsione 2011 del Ministero dell’Ambiente... ci sono solo 31,7 milioni di euro nel 2011 per programmi riguardanti la ‘Convenzione sui cambiamenti climatici’ (a cui verranno destinati nel 2012-2013 poco più di 35 milioni di euro), con un taglio tra l’altro rispetto al 2010 di 3,7 milioni di euro”.

Sul piano energetico, il Wwf dice che il sistema italiano “è fortemente sovradimensionato rispetto alla domanda interna: a fronte di una potenza istallata di 102.000 Mw, con un picco di potenza richiesta di 56.822 Mw, il governo ha autorizzato 21.742 Mw dal 2002 di nuovi impianti termoelettrici e tra questi 2390 Mw a carbone. Nel 2010 era prevista l’entrata in funzione di 3220 Mw e altri 5568 Mw sono attesi per il 2013”.

Il rapporto conclude dunque che “oggi il nucleare non serve, e sarebbe invece necessario prevedere la progressiva sostituzione di impianti a combustibile fossile, a cominciare da quelli maggiormente inquinanti (a carbone e olio combustibile), con le fonti rinnovabili accoppiate a un ambizioso piano per l’efficienza. Ma per farlo, occorrerebbe una strategia che non c’è “.

L’associazione denuncia infine l’assenza di fondi nella Legge di Stabilità 2011 per prevenire il rischio idrogeologico, e parla di “un consumo del suolo incontrollato”, con la cementificazione di circa 244mila ettari di terreno all’anno, mentre risulta che oltre 5 milioni di appartamenti su 27 milioni non siano abitati.

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