December 27, 2010 / 7:22 AM / 9 years ago

Costa d'Avorio, sciopero generale contro Gbagbo

ABIDJAN (Reuters) - Oggi in Costa d’Avorio è giornata di sciopero generale contro il presidente uscente Laurent Gbagbo, che non vuole cedere il potere a Alassane Ouattara, il vincitore riconosciuto a livello internazionale delle ultimi elezioni presidenziali.

Caschi blu dell'Onu di fronte al loro quartier generale di Abidjan, 24 dicembre 2010. REUTERS/Thierry Gouegnon

Ma molti lavoratori di Abidjan hanno ignorato l’appello a incrociare le braccia, spiegando che se non lavorano non possono mangiare.

Le operazioni nei porti di Abidjan e San Pedro, attraverso cui transita gran parte delle esportazioni di caco - di cui la Costa d’Avorio è il primo produttore mondiale - proseguono normalmente, e sono aperti negozi e uffici nel quartiere degli affari di Abidjan, Plateaux.

Il Paese africano è in stallo politico dal voto di novembre, che doveva servire a chiudere definitivamente il capitolo della guerra civile 2002-2003, ma che ha invece innescato una carneficina tra i due gruppi rivali.

Ieri Ouattara ha proclamato lo sciopero generale nazionale. Ma una simile iniziativa di disobbedienza civile, la settimana scorsa, non aveva avuto un seguito di massa.

La decisione si va ad aggiungere alle azioni internazionali per ottenere le dimissioni di Gbagbo dopo le elezioni del 28 novembre, che a giudizio di Onu, Unione europea, Usa, Unione Africana e dell’Ecowas, il blocco regionale di paesi dell’Africa occidentale, sono state vinte da Ouattara.

I risultati provvisori indicavano la vittoria di Ouattara, ma i definitivi sono stati rovesciati da una decisione di un tribunali presieduto da un alleato di Gbagbo.

L’Ecowas ha minacciato l’uso della forza se il presidente uscente non se ne andrà. E domani tre presidenti dell’Africa occidentale sono attesti in Costa d’Avorio per comunicare l’ultimatum a Gbagbo.

“Sono tutti al lavoro stamattina”, ha detto il direttore di una società di export di cacao di San Pedro.

“E’ vero che il Paese è ancora in una difficile posizione politica, ma cerchiamo di fare quello che possiamo. Il cacao è disponibile in grandi quantità per un certo periodo e il nostro obiettivo è esportarlo al nostro meglio”.

La tensioni politiche hanno portato i prezzi dei futures sul cacao ai massimi da quattro mesi, mentre l’Eurobond ivoriano ha registrato un calo record per la preoccupazione che il governo manchi il pagamento di un bond da 30 milioni di dollari entro il 31 dicembre.

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