December 24, 2010 / 9:37 AM / 9 years ago

Berlusconi: ingerenze magistratura sono "emergenza democratica"

Il premier Silvio Berlusconi in una immagine di archivio. REUTERS/Remo Casilli

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato oggi a dire che il governo attuerà la riforma della giustizia entro la legislatura, affermando che le “ingerenze” della magistratura sono una “emergenza democratica”.

Dopo aver annunciato ieri l’intenzione di proporre una commissione parlamentare per indagare se tra i magistrati c’è una “associazione tesa all’eversione”, oggi, intervenendo per telefono alla trasmissione tv Mattino 5 di Canale 5, il premier ha detto che la riforma del sistema giudiziario “è necessaria perché è un’emergenza grave, in quanto le indebite ingerenze della magistratura su altri poteri dello Stato costituiscono una vera emergenza democratica”.

Sulla vicenda pesa l’attesa per metà gennaio 2011, quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla costituzionalità del cosiddetto “legittimo impedimento” che il premier e i ministri possono invocare per non prendere parte ai processi in cui sono imputati.

Berlusconi ha detto che la riforma sarà completata “entro la fine della legislatura”, la cui durata naturale si estende fino alla primavera del 2013. Ma ieri lo stesso premier ha detto, rivolgendo un appello al cosiddetto Terzo Polo, che se entro fine gennaio il governo non dovesse avere una maggioranza stabile, sarebbe meglio andare ad elezioni anticipate.

E parlando di centristi, che ieri col leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini hanno rifiutato l’offerta di allargare la maggioranza, Berlusconi oggi ha detto di sperare in un loro “ravvedimento”.

“Quanto a Casini vedremo, anche se lui ha perso una grande occasione: quando (il presidente della Camera e leader del Fli Gianfranco) Fini se ne è andato, poteva sostituirsi a Futuro e Libertà, per aiutare il governo e la maggioranza dall’esterno, dando prova di un grande senso di responsabilità. Non lo ha fatto, spero che si ravveda”.

Il leader centrista, che proprio con Fini e l’ex Pd Francesco Rutelli ha dato vita a un coordinamento parlamentare che dovrebbe trasformasi nel 20111 nel cosiddetto “Polo della Nazione”, ha detto nei giorni scorsi che non intende “mettere i bastoni tra le ruote del governo”, ma ieri ha precisato che il suo appoggio ci sarà solo caso per caso.

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