December 17, 2010 / 11:16 AM / in 9 years

Scontri Roma, Maroni contro rilasci. Alfano invia ispettori

ROMA (Reuters) - Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha detto oggi di rispettare ma non condividere la decisione dei magistrati che tra ieri e oggi hanno scarcerato 24 giovani fermati per gli scontri verificatisi martedì scorso a Roma durante le proteste contro la riforma universitaria, sostenendo che ora potranno reiterare le violenze in vista dell’approvazione in Senato della legge Gelmini la prossima settimana.

Un momento degli scontri del 14 dicembre a Roma. REUTERS/Tony Gentile (ITALY - Tags: POLITICS CIVIL UNREST ELECTIONS)

Intanto il guardasigilli Angelino Alfano ha reso noto di aver incaricato l’Ispettorato generale di effettuare un “accertamento urgente sulla conformità formale e sostanziale alle norme” applicate dall’autorità giudiziaria per le scarcerazioni. Un’iniziativa criticata dall’Anm.

“Nell’udienza di convalida, è stato confermato l’arresto di tutti i fermati, che sono stati però rimessi in libertà”, ha spiegato oggi Maroni riferendo al Senato su quanto accaduto il 14 dicembre scorso nel centro della Capitale, precisando che 34 persone sono state fermate, di cui 24 tratte in arresto e le altre denunciate a piede libero.

Ieri fonti giudiziarie hanno parlato di 26 fermati, di cui 22 rimessi in libertà e 2 finiti ai domiciliari dopo le udienze di convalida e 2 la cui posizione viene ancora valutata dagli inquirenti. Martedì, invece, le forze dell’ordine avevano parlato di 41 fermati.

“E’ una decisione che rispetto ma non condivido. Questi violenti fermati e subito rilasciati hanno ora la possibilità di reiterare le violenze... Sarebbe stato più logico e giusto mantenere misure restrittive” fino all’approvazione della riforma contestata, ha aggiunto il ministro.

Oggi l’Associazione nazionale magistrati ha espresso “preoccupazione” per l’iniziativa di Alfano, che in una nota definisce “un’indebita interferenza nello svolgimento dell’attività giudiziaria, che rischia di pregiudicare il regolare accertamento dei fatti e delle responsabilità dei singoli”.

“Nessuna interferenza”, risponde il guardasigilli in una nota. “Ho annunciato che gli ispettori svolgeranno accertamenti. Non ho emesso giudizi preventivi, consapevole come sono delle garanzie di tutti i cittadini”.

BERLUSCONI NON VEDE PROBLEMI ORDINE PUBBLICO

Nonostante le preoccupazioni espresse da Maroni, comunque, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non vede problemi di ordine pubblico dopo gli scontri di Roma.

“Io non credo”, ha detto Berlusconi al termine del Consiglio Ue a Bruxelles, alla domanda se tema problemi di ordine pubblico.

“Ci sono molte infiltrazioni da parte dei centri sociali, ma se c’è un torto del governo è quello di non aver comunicato” abbastanza su quanto fatto per gli studenti, ha proseguito Berlusconi.

Facendo un bilancio degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine — con lancio di sampietrini, fumogeni e mezzi dati alle fiamme — Maroni ha spiegato che circa 100 agenti sono rimasti feriti, contro 28 manifestanti che hanno fatto ricorso a cure mediche, mentre sono andati distrutti sei mezzi delle forze dell’ordine e due veicoli privati.

Secondo il responsabile del Viminale, quanto accaduto martedì “segna una novità rispetto ad altre manifestazioni di dissenso anche forte degli ultimi anni”, perché gli studenti che protestavano contro la riforma “sono stati presi in ostaggio da gruppi organizzati di violenti che avevano il solo scopo di sfregiare la città, colpire i palazzi della democrazia e attaccare gli uomini delle forze dell’ordine”.

“Questa novità preoccupa e ci induce ad adeguare il sistema di gestione della sicurezza pubblica per evitare una nuova guerriglia urbana in vista di nuove manifestazioni in concomitanza” con l’approvazione della riforma, ha aggiunto Maroni, invitando gli studenti a isolare i violenti e collaborare con le autorità per garantire un pacifico svolgimento dei cortei.

MARONI: OFFENSIVE ILLAZIONI SU INFILTRATI. MINORENNE AI DOMICILIARI

Il ministro ha poi respinto con forza l’ipotesi che tra i manifestanti ci fossero infiltrati delle forze dell’ordine, come sostenuto da alcuni media e politici. Nei giorni scorsi sono state pubblicate alcune foto di un giovane con una pala e un paio di manette in mano in via del Corso nei momenti più caldi degli scontri e alcuni hanno insinuato che si potesse trattare di un agente infiltrato.

Le indagini hanno però evidenziato che si trattava di un 16enne — ora accusato di rapina per aver sottratto un manganello e le manette a un finanziere mentre veniva aggredito da un gruppo di manifestanti — e al quale oggi il Tribunale dei minori ha concesso i domiciliari.

“Le illazioni diffuse di provocatori infiltrati dalla polizia sono infondate e gratuitamente offensive nei confronti degli operatori di tutte le forze dell’ordine”, ha sottolineato Maroni, ribadendo che grazie alla professionalità di tutti gli agenti coinvolti non ci sono state vittime né feriti gravi.

Anche per quanto riguarda le immagini di un carabiniere e un finanziere con la pistola in mano, Maroni ha precisato che “è stato appurato che erano impegnati a proteggere le armi dai tentativi dei manifestanti di sottrarglieli”.

“I professionisti della violenza non possono essere giustificati e non possono trovare sponde da nessuna parte politica”, ha concluso il ministro. “Devono essere isolati e perseguiti con determinazione”.

— Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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