December 10, 2010 / 10:47 AM / 9 years ago

Legittimo impedimento, udienza Consulta slitta a gennaio

di Roberto Landucci

Una immagine di archivio dei giudici della Corte costituzionale. REUTERS/Handout

ROMA (Reuters) - La Corte Costituzionale rinvierà a gennaio l’udienza e la sentenza sulla legge sul legittimo impedimento, per evitare la coincidenza col voto di fiducia in Parlamento del 14 dicembre.

Lo ha detto oggi il neo presidente della Consulta, Ugo De Siervo, in una conferenza stampa subito dopo essere stato eletto dai suoi pari.

Lo slittamento eviterà “un eccessivo sovraccarico mediatico in un clima esterno infuocato”, ha detto De Siervo, precisando che “all’udienza del 14 dicembre assumeremo collegialmente la decisione di rinviare all’11 gennaio”, primo giorno utile di lavori dopo la pausa natalizia.

La legge sul legittimo impedimento congela fino all’ottobre 2011 i tre processi in cui Berlusconi è imputato — Mills, fondi neri Mediaset in primo grado e Mediatrade in fase di udienza preliminare.

Se la Corte dichiarasse invalida la legge, per Berlusconi riprenderebbero subito i processi. In caso contrario, tutto dipenderà dalla capacità del Cavaliere di rimanere in sella al governo, o come premier o come ministro, almeno fino all’autunno del prossimo anno.

Il neo presidente della Consulta, che era stato eletto giudice dal Parlamento nel 2002 su indicazione del centrosinistra, ha sottolineato oggi che la Corte “è sensibile al fatto di non essere confusa con un organo politico” e che “preferisce giudicare in un clima più tranquillo”.

“Non è accettabile sostenere che la Corte abbia orientamenti precostituiti...è sbagliato e offensivo”, ha aggiunto.

La Corte costituzionale è stata accusata da Berlusconi di essere schierata con il centrosinistra, dopo che lo scorso anno aveva bocciato il “lodo Alfano” — una legge che gli concedeva l’immunità dai processi come presidente del Consiglio.

De Siervo ha spiegato che la Corte ha scartato anche l’ipotesi di spostare l’udienza di un solo giorno dal 14 al 15 dicembre, perché non c’erano sufficienti garanzie di arrivare a sentenza entro la fine della prossima settimana.

“E’ meglio quindi spostare tutto a gennaio, avvicinando i due momenti, quello dell’oralità e quello della decisione, in modo da avere ulteriori garanzie di essere bene aggiornati sugli argomenti delle parti”.

Ma una fonte della Corte ha avvertito che “il giudizio di costituzionalità su questa legge non è molto complesso”, ipotizzando tempi di decisione brevi.

Su tutto sarebbe quindi prevalso l’orientamento a sottrarsi alle turbolenze politiche suscitate dall’atteso voto in Parlamento del 14 dicembre.

L’AVVOCATO DEL PREMIER: “DECISIONE DI BUON SENSO”

Di certo, il rinvio dell’udienza permetterà a Berlusconi di gestire la fase successiva al voto sulla fiducia accantonando per un mese la variabile “processi”, che tanta parte ha avuto in passato sulle sue scelte politiche.

“Hanno avuto buon senso”, ha detto a Reuters l’avvocato di Berlusconi e senatore del Pdl Piero Longo, commentando la decisione dei giudici costituzionali. Lui stesso e l’altro avvocato, il deputato Niccolo’ Ghedini avevano chiesto il rinvio dell’udienza, perché il voto di fiducia non avrebbe loro consentito di essere in tempo al palazzo della Consulta per fare la loro arringa a difesa della legge.

Un sospiro di sollievo si coglie nei commenti del Pdl che con la Lega Nord affronterà martedì la prova della fiducia.

“E’ un gesto di assoluta responsabilità. Qualunque decisione avrebbe potuto prendere la Corte, avrebbe amplificato gli effetti delle scelte politiche”, ha detto Manlio Contento, deputato della consulta giustizia del Pdl.

De Siervo, che è stato eletto presidente dopo avere battuto di misura al ballottaggio il giudice Alfonso Quaranta — visto vicino al centrodestra — ha messo le mani in avanti con i giornalisti, dicendo che tra i giudici della Consulta “non ci sono schieramenti rigidi... Si può essere un po’ di destra e un po’ di sinistra, ma con molta prudenza”.

Ma sul presunto assist a Berlusconi che la Corte gli fornirebbe con il rinvio di un mese, ha commentato: “Non regaliamo niente a nessuno”.

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