November 18, 2010 / 11:06 AM / 8 years ago

Maroni: 6.754 mafiosi arrestati con governo Berlusconi

ROMA (Reuters) - Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha detto oggi che sotto l’attuale governo di centrodestra sono stati arrestati 6.754 “mafiosi”, tra cui 28 latitanti di “massima pericolosità”, e che ora mancano all’arresto solo il boss mafioso Matteo Messina Denaro e il capo del clan dei casalesi Michele Zagaria.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni. REUTERS/Max Rossi (ITALY - Tags: POLITICS)

“Ne mancano solo due: Matteo Messina Denaro e Michele Zagaria, il cerchio si sta stringendo”, ha detto Maroni nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, definendo anche l’arresto di ieri del boss camorrista Antonio Iovine un “risultato eccezionale e straordinario” che segna un “altro punto a favore dello Stato”.

Il ministro ha diffuso un fascicolo contenente dati sulla lotta alla criminalità durante il governo Berlusconi da cui risulta che sono stati sequestrati o confiscati 35.601 beni per quasi 18 miliardi di euro.

Secondo i dati del Viminale, gli arresti dei mafiosi durante il governo attuale sono superiori del 34% rispetto al periodo precedente (formula che sembra indicare i due anni di governo Prodi). Quelli di latitanti (410) ben del 51%, mentre per i beni sequestrati l’aumento è addirittura del 295%.

Quella del governo è “l’antimafia dei fatti e dei risultati, cui mi onoro di appartenere”, ha detto il ministro leghista commentando i dati, dopo che nei giorni scorsi ha polemizzato con lo scrittore Roberto Saviano per alcune dichiarazioni in tv dell’autore di “Gomorra” sul tentativo della ‘ndrangheta di avere rapporti con la Lega al Nord.

ALFANO: CRISI GOVERNO RISCHIA COMPROMETTERE RISULTATI

Arrivando a Napoli assieme a Maroni per complimentarsi con le forze dell’ordine per l’arresto, il Guardasigilli Angelino Alfano ha detto che la crisi di governo rischia di compromettere la lotta alla mafia.

“Non vorremmo che la caduta di questo governo significasse anche l’interruzione di questo circuito magico di leggi contro le mafie e grandissimi risultati”, ha commentato Alfano.

Il ministro della Giustizia ha aggiunto che “una buona ragione, una ragione forte per cui vale pena di andare avanti è mandare avanti questo governo dell’antimafia dei fatti”.

Il capo del Viminale, ha commentato la relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, che indica una ramificazione della criminalità organizzata di origine calabrese in particolare in Lombardia, col tentativo anche di ottenere appalti per l’Expo 2015.

“Nessuna contrapposizione con la Dia, la cui relazione dice ciò che penso e che ho sempre ritenuto sulle infiltrazioni della criminalità organizzata al Nord. Purtroppo è una realtà”, ha detto Maroni, sottolineando peraltro di aver firmato lui stesso la relazione.

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