November 3, 2010 / 11:58 AM / 9 years ago

Cgil, Camusso nuovo segretario generale, prima donna

di Francesca Piscioneri

Una immagine del neosegretario della Cgil Susanna Camusso REUTERS/Tony Gentile

ROMA (Reuters) - Il direttivo della Cgil, come atteso, ha eletto Susanna Camusso come nuovo segretario generale dell’organizzazione.

Su 162 aventi diritto erano presenti in 158 e hanno votato sì in 125 (il 79,1%), ha detto Morena Piccinini presidente del comitato direttivo della Cgil.

Gli astenuti, in un voto a scrutinio segreto, sono stati 12 e i voti contrari 21, in parte rappresentanti della Fiom che lamentano un “problema di democrazia e una spinta autoritaria interna”, come ha detto Giorgio Cremaschi, membro della segreteria nazionale della Fiom.

La sindacalista milanese, 55 anni e una figlia, ha militato nella Cgil per 35 anni e sostiuisce Guglielmo Epifani che termina il suo secondo mandato dopo 8 anni alla guida della Cgil.

DONNA SI’, MA CHIAMATEMI SEGRETARIO

Camusso è la prima donna al vertice del più rappresentativo sindacato italiano che vanta circa 6 milioni di iscritti. Per “consuetudine” si farà però chiamare segretario, anche se il femminile sarebbe d’obbligo nel rispetto della sua cultura e formazione, spiega.

Pronunciando le sue prime parole fra gli applausi, la sindacalista ha detto che sarà il segretario di tutti, in quella che si annuncia una “avventura difficile per l’attacco alla nostra organizzazione e per lo stato del Paese”, come del resto lo è stata per il suo predecessore. E ha rivolto il primo pensiero al mondo del lavoro. “Ai lavoratori e alle lavoratrici che aspettano una risposta dalla Cgil”.

Epifani, commosso, ha fatto gli auguri “convinti e sereni” alla nuova leader, di cultura socialista come lui, sicuro che “sarà una grande segretaria della Cgil e sarà anche la mia segretaria”.

Il segretario uscente ha sottolineato l’importanza di avere una donna alla guida dell’organizzazione, “una delle più grandi e rispettate”, scelta che colma un ritardo della società italiana proprio mentre il Brasile sceglie una donna, Dilma Youssef, alla guida del Paese. Ma nessun consiglio “non ne ha bisogno”.

“Vinciamo una prova importante e diamo un segno alla società italiana [contro] l’uso e l’abuso che si fa della donna e del suo corpo”, dice Epifani. Poi, più esplicito attacca il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lamentando dopo gli attacchi alla Costituzione, il tentativo di dividere il sindacato, “il degrado morale e istituzionale , un punto di non ritorno, un baratro che va evitato”.

A chi le chiede in conferenza stampa cosa pensi lei del rapporto di Berlusconi con le donne, anche alla luce dei più recenti scandali, Camusso risponde con un sorriso: “Cosa ne penso viene censurato a priori...”. Poi si fa seria e spiega: “Credo che si stia facendo un danno gravissiomo al Paese offendendo le donne che sono considerate sempre più come merce, corpi da vendere senza rispetto per la loro intelligenza e cittadinanza. La condizione delle donne è misura di democrazia e il nostro Paese non sta molto bene. Dobbiamo riconquistare la capacità di indignarci”.

SCIOPERO SE NECESSARIO, MA FIOM SIA PROPOSITIVA

Sulla possibilità di un nuovo sciopero generale contro la politica economica del governo non si sbilancia, ma lascia uno spiraglio aperto: “Per ora il nostro impegno va alla manifestazione del 27 novembre che ha al centro il lavoro e i giovani. Valuteremo se finalmente il governo darà delle risposte. Senza di quelle deciderà anche il ricorso allo sciopero generale”.

Epifani ha difeso le scelte intraprese dalla Cgil in questi anni, in particolare quella di non cedere sulla riforma dei contratti che ha portato ad un accordo separato e si è detto fiducioso sulle prossime vertenze da affrontare, a partire dalla Fiat.

Su questi temi, Camusso si augura che si possa riprendere il filo del dialogo con Cisl e Uil a partire dalle regole della rappresentanza e della democrazia, ma ammette: “Noi non abbiamo memoria di un periodo così buio nelle relazioni con gli altri sindacati”. E alla Fiom rivolge un monito: “Non basta difendersi, bisogna avanzare proposte per difendere e riconquistare il contratto nazionale”.

— Per intervista a Camusso cliccare su [ID:nLDE68F1AM]

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