September 28, 2010 / 5:25 PM / 9 years ago

Governo, Berlusconi domani chiede fiducia Camera

di Roberto Landucci e Giuseppe Fonte

Silvio Berlusconi. REUTERS/Remo Casilli

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha deciso di chiedere domani la fiducia al Parlamento sulle cose da fare nei prossimi tre anni di legislatura dopo la rottura di fine luglio con Gianfranco Fini.

I finiani accolgono la decisione come un gesto distensivo e dicono che, se il discorso non si allontanerà dal programma concordato insieme, voteranno a favore del governo.

Ogni decisione definitiva è comunque rimandata a domani, sentito l’intervento del premier in aula dove parlerà a partire dalle 11.

“Ci si parlerà con i finiani e loro dovranno fare le loro scelte”, ha detto i capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.

Intanto Italo Bocchino, leader dei deputati finiani anticipa: “Per noi è positivo il ricorso alla fiducia perché rende il passaggio parlamentare più chiaro, come lo stesso Fini aveva chiesto. Il nostro voto sarà deciso dall’assemblea del gruppo dopo avere ascoltato l’intervento del premier e dipenderà dai contenuti e i toni delle sue parole”.

In una riunione con lo stato maggiore del Pdl, assenti i finiani, Berlusconi ha fatto sapere di aver fatto questa scelta per ragioni di “chiarezza” dopo la costituzione di un gruppo autonomo da parte dei finiani che lo ha privato di una maggioranza certa.

“La chiarezza in questa fase è più importante di ampi numeri in Parlamento”, avrebbe detto Berlusconi secondo quanto riferito da una fonte.

FIDUCIA DOMANI ALLE 19

La fiducia sarà autorizzata da un Consiglio dei ministri convocato per le 10 di domani, ha reso noto il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il voto è atteso alle 19 di domani, come deciso in serata dalla capigruppo.

La fiducia “è un segnale distensivo”, anche secondo il finiano Giuseppe Consolo.

Fabio Granata, considerato su posizioni più radicali di Consolo, la definisce “una scelta non improntata a una grande sicurezza sui numeri” e dice che “dà l’idea di calcoli sbagliati”.

Poi aggiunge: “Siamo pronti ad ascoltare il premier. Se la fiducia sarà posta sui cinque punti del programma come li conosciamo, bene, la voteremo. Se sarà posta su cose che non sono il programma non la voteremo”.

Granata esclude comunque divisioni nella pattuglia dei deputati leali al presidente della Camera: “Andremo uniti al voto, non ci saranno defezioni”.

Escludono la possibilità di deviazioni dal tema due ministri del governo.

“Sarà un discorso molto alto, programmatico, centrato sui problemi del paese”, ha detto il ministro degli Esteri Frattini lasciando il vertice del Pdl.

“Assolutamente non ci saranno provocazioni [...]. Credo che i finiani lo voteranno”.

Il responsabile delle Infrastrutture, ex compagno di partito di Fini, sottolinea che Berlusconi non ritornerà sul delicato tema delle intercettazioni.

In vista del voto di domani, oggi sono stati registrati alcuni riposizionamenti.

Cinque deputati dell’Udc lasciano il partito di Pierferdinando Casini per costituire un gruppo autonomo e altri due lasciano l’Api, il movimento di Francesco Rutelli, per diventare “cani sciolti”.

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