September 22, 2010 / 9:10 AM / in 9 years

Camera nega uso intercettazioni Cosentino con 308 voti

ROMA (Reuters) - Con un voto segreto che ne ha ridotto l’impatto politico sulla maggioranza, la Camera ha negato l’uso delle intercettazioni telefoniche nei confronti del deputato del Pdl ed ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino con 308 voti.

Nicola Cosentino in foto d'archivio. REUTERS/Handout

I voti contrari alla relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere - favorevole al respingimento della richiesta dei magistrati di Napoli nell’ambito di una inchiesta sulla camorra casertana - sono stati 285, tra cui dovrebbero esserci anche quelli dei 34 deputati finiani.

Il voto era atteso come un test sulla compattezza della coalizione dopo il divorzio politico tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e in vista del discorso alle Camere del premier la prossima settimana.

La maggioranza assoluta alla Camera, formata complessivamente dal 630 deputati, è di 316 voti.

Oggi erano presenti 593 deputati per un voto che è stato segreto, come richiesto dal Popolo della libertà.

“E’ stato un risultato molto significativo perché il giustizialismo è andato incontro ad una chiara sconfitta”, ha commentato il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, aggiungendo che “il risultato di questo voto deve indurre ad una seria riflessione i parlamentari del Fli”.

Per il leader del Carroccio Umberto Bossi l’esito delle votazioni di oggi dimostra “che ce la facciamo lo stesso”.

Il capogruppo del Partito Democratico Dario Franceschini ha sottolineato il fatto che sono mancati 15 voti al fronte di coloro che si erano dichiarati favorevoli alla richiesta della magistratura.

“Costituisce un fatto grave che manchino circa 15 voti, contando la differenza tra la somma di quelli che avevano annunciato di votare a favore dell’uso delle intercettazioni e il voto effettivo”, ha detto Franceschini, escludendo che le defezioni siano giunte dal suo gruppo.

Smorza questa polemica il vice capogruppo del Fli, Benedetto Della Vedova, che aveva annunciato in aula il “sì” all’utilizzo delle intercettazioni, in contrasto con il resto della coalizione

“Noi eravamo tutti presenti in aula e ignoro da chi siano arrivati i voti difformi alle dichiarazioni dei capigruppo. Ma è stato un segnale di debolezza politica da parte del Pdl chiedere il voto segreto, perché in tema di autorizzazioni a procedere è noto che il Parlamento è sempre piuttosto benevolo verso l’interessato quando ci si può far scudo della segretezza”.

Il Fli ha comunque negato che il suo voto diverso da quello del resto del centrodestra sia da interpretare come una sfiducia al governo.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below