September 9, 2010 / 11:43 AM / 9 years ago

Obama: bruciare il Corano? Rafforzerebbe al Qaeda

WASHINGTON (Reuters) - Il presidente Barack Obama ha condannato oggi l’intenzione di un pastore protestante della Florida, che intende bruciare copie del Corano il prossimo 11 settembre, anniversario degli attentati alle Torri Gemelle, affermando che questo gesto verrebbe usato come pretesto per il reclutamento da al Qaeda e invitando il religioso a receder dal proprio intento.

Il presidente Usa Barack Obama scende le scalette dell'aereo presidenziale a Cleveland, ieri. REUTERS/Larry Downing

“Questa sarebbe un’occasione d’oro di reclutamento per al Qaeda”, ha affermato Obama in un’intervista durante il programma tv “Good Morning America” di Abc.

“Potrebbero esserci serie violenze in Paesi come Pakistan e Afghanistan. Questo potrebbe incrementare il reclutamento di individui che vogliono farsi esplodere in città americane ed europee”, ha aggiunto.

Il pastore ha detto ieri non voler recedere dal suo proposito malgrado gli avvertimenti che il suo gesto potrebbe creare pericoli alle truppe Usa in Iraq. Terry Jones, a capo della piccola chiesa protestante di Gainesville, Florida, deciso a far propaganda contro quello che chiama “l’Islam radicale”, sta resistendo alle pressioni giunte da tutto il mondo.

“Non siamo convinti che credere sia la cosa giusta. Bruciare il Corano è richiamare l’attenzione su qualcosa che è sbagliato” ha detto ai giornalisti Jones, capelli grigi e grossi baffi, autore del libro “Islam è il Diavolo”. “Dobbiamo levarci contro il terrorismo”, ha aggiunto facendo riferimento all’11 Settembre.

Nei gironi scorsi i leader religiosi Usa hanno condannato la “frenesia anti musulmana” negli Stati Uniti, compreso il suo progetto di bruciare una copia del Corano.

Capi cristiani, musulmani ed ebrei hanno denunciato “informazioni sbagliate e una forte bigotteria” contro i musulmani Usa, conseguenza del progetto di costruire un centro comunitario musulmano ed una moschea non lontano dal luogo in cui l’11 settembre 2001, aerei dirottati da militanti del gruppo islamico estremista al Qaeda uccisero a New York 2.752 persone.

Le tensioni sono salite con l’avvicinarsi sia della ricorrenza dell’11 settembre sabato prossimo sia del festival musulmano che celebra la fine del Ramadan, che si prevede si concluda venerdì.

Leader religiosi, tra cui l’arcivescovo cattolico di Washington cardinale emerito Theodore McCarrick e il dottor Michael Kinnamon del National Council of Churches, hanno diffuso una nota dicendo di essere “preoccupati dalla frenesia antimusulmana” e “spaventati da questa mancanza di rispetto per un testo sacro”.

“Attaccare una qualsiasi religione negli Stati Uniti è far violenza alla libertà di religione di tutti gli americani”, hanno detto i leader religiosi, tra cui il rabbino David Saperstein, capo della Union for Reform Judaism, ed il rabbino Julie Schonfeld della Association of Conservative Rabbis.

Il generale David Petraeus, capo delle forze Usa e Nato in Afghanistan, ha detto in una dichiarazione che bruciare il Corano potrebbe “mettere in pericolo le truppe e minacciare lo sforzo complessivo” per stabilizzare la situazione afghana.

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