July 28, 2010 / 9:59 AM / in 9 years

Antonveneta, pm: 2 anni e multa per ex ministro Brancher

MILANO (Reuters) - Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto oggi la condanna a due anni di carcere e una multa di 6.000 euro per l’ex ministro del Pdl Aldo Brancher, imputato per appropriazione indebita e ricettazione in uno stralcio della vicenda Antonveneta. Lo hanno riferito fonti giudiziarie.

Il deputato del Pdl Aldo Brancher dal sito www.pdlcamera.it. REUTERS/Handout

Brancher, per pochi giorni ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento, non è presente in aula “per tutelare la mia famiglia da indebite divulgazioni”, come ha scritto in una lettera al giudice Annamaria Gatto, secondo quanto riferito ai giornalisti da uno dei suoi legali, Filippo Dinacci.

Il deputato, ha affermato il difensore, “avrebbe voluto essere presente per potersi difendere, ma la situazione è tale che il costo per la sua famiglia sarebbe stato talmente elevato che ha preferito non venire”.

Dinacci e l’altro avvocato difensore, Piermaria Corso, hanno chiesto per il loro assistito l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” o, in subordine, “perché il fatto non sussiste”.

Il giudice si è ritirato in camera di consiglio e la sentenza del processo — che si svolge con rito abbreviato — è attesa per il tardo pomeriggio.

DIMISSIONI IN AULA

Brancher ha annunciato le proprie dimissioni lo scorso 5 luglio proprio nell’aula dove si celebrava il processo, in seguito alle dure polemiche politiche innescate dalla sua prima mossa dopo la nomina a ministro: la richiesta di applicazione del legittimo impedimento e di sospensione del processo fino a ottobre, per poter così organizzare il ministero.

Polemiche sollevate non solo dall’opposizione, ma anche da alcuni settori della maggioranza, fino all’intervento del Quirinale, che ha sottolineato l’assenza dei presupposti per la richiesta.

Contestualmente, Brancher ha rinunciato al legittimo impedimento e ha chiesto l’applicazione del rito processuale abbreviato incondizionato, che prevede che il processo si svolga a porte chiuse e contempla la riduzione di un terzo della eventuale pena.

Il premier Silvio Berlusconi aveva condiviso la decisone di Brancher di dimettersi per aver voluto “evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali”.

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