July 13, 2010 / 11:19 AM / 9 years ago

Intercettazioni, Onu: rivedere ddl. Frattini: sconcertato

Due donne intente a leggere Il Giornale, foto d'archivio. REUTERS/Stefano Rellandini

GINEVRA/MILANO (Reuters) - Il ddl intercettazioni, che arriverà in aula alla Camera alla fine del mese, mette a rischio la libertà di espressione e le indagini sulla corruzione. Lo ha detto oggi Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, chiedendo che venga accantonato o rivisto.

La dichiarazione ha lasciato “sorpreso e sconcertato” il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha detto che prima di fare “interventi del genere” le proposte legislative andrebbero lette.

“Queste disposizioni potrebbero impedire ai giornalisti di fare giornalismo investigativo in campi di interesse pubblico, come la corruzione, data l’eccessiva durata dei processi in Italia”, ha detto La Rue in una nota, definendo sproporzionate le pene per i giornalisti e gli editori che pubblicano fatti di cronaca giudiziaria ed indagini investigative prima dell’inizio dei processi. “Se adottato nella corrente forma, (il ddl) potrebbe minare l’esercizio del diritto di libertà d’espressione in Italia”.

Il ddl dovrebbe essere approvato entro l’estate, anche se il governo ha detto che la sua ratifica dipenderà dagli emendamenti e che il testo è aperto a modifiche.

“In tutti i Paesi liberali e democratici del mondo non è consentito alla pubblica accusa divulgare prima della sentenza definitiva elementi di indagine che devono restare segreti: questo per la semplice ragione che in democrazia si tutelano anche i diritti degli indagati”, ha detto oggi Frattini ai giornalisti a margine di un convegno a Milano, aggiungendo che “il processo mediatico è una barbarie, non un principio di diritto”.

“In uno stato democratico e liberale quale è l’Italia, il parlamento sovrano decide, e sulle proposte in itinere nessuno deve e può interferire”.

Secondo La Rue, il fatto che il ddl preveda che qualsiasi persona non giornalista professionista, che registri e pubblichi conversazioni senza il consenso delle persone coinvolte possa essere condannata ad un massimo di quattro anni di carcere, violerebbe un trattato internazionale che tutela i diritti civili e politici, che l’Italia ha ratificato.

La Rue ha detto poi di essere pronto a consigliare il governo italiano su come rendere il disegno di legge conforme agli standard internazionali sulla libertà d’espressione, e ha anche aggiunto che spera possa avere l’autorizzazione per fare un viaggio in Italia per esaminare lo stato della libertà di stampa.

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