July 6, 2010 / 11:32 AM / 9 years ago

Grandi appalti, va a Roma il processo sulla Scuola Marescialli

FIRENZE (Reuters) - Viene trasferito a Roma il processo sulla Scuola Marescialli dei carabinieri, in corso al Tribunale di Firenze, partito da un’inchiesta della procura toscana su un presunto giro di corruzione nell’ambito degli appalti per le Grandi opere.

L'aula di un tribunale. REUTERS

Il Tribunale fiorentino, dopo una camera di consiglio durata due ore e mezzo, ha dichiarato la propria incompetenza e ha disposto la trasmissione degli atti nella capitale, motivandola col fatto che si tratta di corruzione ordinaria avvenuta di fatto a Roma.

Lo scorso 10 giugno, la Cassazione aveva dichiarato l’incompetenza territoriale della procura di Firenze e il passaggio della documentazione alla procura di Roma. Secondo i magistrati fiorentini, però, la Cassazione si era pronunciata soltanto sulla parte cautelare e ciò non avrebbe dovuto determinare il trasferimento di tutto il procedimento a Roma. Le difese sostenevano invece che tutto dovesse essere spostato alla procura capitolina.

“Questa sentenza non tocca la validità dei risultati acquisiti durante l’indagine, che non sono stati messi in discussione neppure dalla Corte di Cassazione”, ha detto il pm Luca Turco commentando la sentenza di oggi, aggiungendo di non ritenere che ci saranno “grossi problemi ad andare avanti sugli altri nostri filoni di indagine sui quali questa sentenza non avrà ricadute”.

L’udienza rientrava nel processo con rito immediato per l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, l’ex funzionario del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo e poi provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis e l’avvocato Guido Cerruti, deceduto oggi in seguito ad una malattia, come ha annunciato il suo avvocato.

Per l’avvocato Roberto Borgogno, legale di Balducci, il trasferimento a Roma degli atti è una “decisione ineccepibile”. “A Roma si riparte dalla fase delle indagini”, ha aggiunto l’avvocato.

Dopo la decisione della Cassazione, la procura di Roma aveva aperto un fascicolo sulla vicenda e ha iscritto nel registro degli indagati le sette persone coinvolte nell’indagine fiorentina.

PM: OGGI AL CENTRO DI “FAVORI E DENARI” CI SONO I SINGOLI POLITICI

Secondo Turco, l’inchiesta ha messo in luce un sistema di corruttela che tocca il segmento della burocrazia più vicino al governo dello Stato, e che presenta caratteristiche diverse rispetto a Tangentopoli: oggi, al centro della rete di “favori e denari”, c’è infatti il singolo politico e non il partito.

“Credo che l’indagine fiorentina abbia evidenziato un sistema di corruttela molto esteso che riguarda diversi imprenditori... diversi funzionari pubblici, un segmento della burocrazia — quello più vicino al governo dello Stato — e singoli esponenti politici”, ha detto Turco parlando con i giornalisti dopo l’udienza.

“Questo sistema ha caratteristiche che declinano diversamente il rapporto fra affari e politica rispetto a Tangentopoli: oggi al centro del sistema non c’è più il partito ma il singolo politico attorno al quale c’è un sistema di favori e denari”, ha concluso il pm.

Per quanto riguarda le altre persone coinvolte nell’inchiesta fiorentina, l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli sarà processato con rito abbreviato il prossimo 21 settembre, mentre è stata stralciata la posizione del coordinatore del Pdl Denis Verdini e dell’imprenditore edile Riccardo Fusi.

Balducci e De Santis sono accusati di aver posto, con la mediazione di Piscicelli, le loro funzioni a disposizione di Fusi, che per anni cercò con ogni mezzo — anche illegale, secondo la procura fiorentina — di recuperare l’appalto della Scuola Marescialli da lui vinto nel 2001 e poi perso nel 2006.

PER TRIBUNALE CORRUZIONE AVVENUTA A ROMA

Secondo i giudici del tribunale di Firenze, sia le ‘dazioni’ che la nomina di De Santis a provveditore delle opere pubbliche della Toscana, sono “esplicitamente indicate come corrispettivi per la reimmissione della Btp (la società di Fusi) nel cantiere della Scuola Marescialli”.

Non ha quindi valore il fatto che queste dazioni e utilità costituiscano solo una “parte minima del prezzo complessivo concordato e che siano state corrisposte in forza di decisioni” assunte in seguito all’incontro fiorentino del 18 febbraio 2008 tra Fusi e de Vito Piscicelli.

Vale invece il fatto che la corruzione, seppure originata dall’incontro fiorentino, si sia perfezionata con la corresponsione di utilità e dazioni esclusivamente nella città di Roma. Per questa ragione, la competenza è del tribunale romano.

La procura fiorentina reclamava invece la competenza del tribunale toscano sostenendo che nell’incontro del febbraio 2008 tra Piscicelli e Fusi si fosse compiutamente consumato un reato di corruzione e che i successivi episodi romani fossero da ritenere disgiunti dalla vicenda fiorentina della Scuola Marescialli.

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