June 28, 2010 / 12:55 PM / in 9 years

Inchiesta G8, Vaticano: Propaganda Fide può aver fatto errori

Il cardinale Crescenzio Sepe durante una conferenza stampa a Napoli REUTERS/Ciro De Luca

ROMA (Reuters) - La valorizzazione del patrimonio finanziario e immobiliare di Propaganda Fide del Vaticano — coinvolta nell’inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi — è un “compito impegnativo e complesso” che “può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale”.

A dirlo oggi è la Santa Sede, che in una nota ricorda “alcuni dati oggettivi a tutela della buona fama” della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli (ex Propaganda Fide), attualmente al centro di polemiche dopo l’iscrizione nel registro degli indagati da parte dei magistrati di Perugia dell’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, accusato di corruzione per il periodo in cui era a capo della congregazione. Sepe ha negato ogni addebito, sostenendo di aver sempre agito nella massima trasparenza.

“La Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ricava le sue risorse principalmente dalla colletta della Giornata missionaria mondiale, interamente distribuita tramite le Pontificie Opere Missionarie nazionali e, in secondo luogo, dai redditi del proprio patrimonio finanziario ed immobiliare”, spiega la nota.

“Il patrimonio si è formato nel corso dei decenni grazie a numerose donazioni di benefattori di ogni ceto (...). La valorizzazione di tale patrimonio è naturalmente un compito impegnativo e complesso, che si deve avvalere della consulenza di persone esperte sotto diversi profili professionali e che, come tutte le operazioni finanziarie, può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale”.

La nota sottolinea però che il “patrimonio ha continuato ad incrementarsi. Al tempo stesso, nel corso degli ultimi anni, si è progressivamente fatta strada la consapevolezza della necessità di migliorarne la redditività e, a tale fine, sono state istituite strutture e procedure tese a garantirne una gestione professionale e in linea con gli standard più avanzati”.

La Congregazione — spiega il Vaticano — è l’organo che ha il compito di dirigere e coordinare in tutto il mondo l’opera dell’evangelizzazione e la cooperazione missionaria, con scopo principale la guida e il sostegno alle giovani Chiese.

“Per assolvere al proprio compito, la Congregazione dirige e mantiene in Roma una vasta serie di strutture a servizio della formazione, tra cui spiccano la Pontificia Università Urbaniana (circa 1.400 alunni nel corrente anno accademico) e diversi Collegi, nei quali studiano attualmente circa 150 seminaristi, 360 sacerdoti, 150 tra religiose e laici inviati dai cinque continenti”, aggiunge il comunicato, ricordando inoltre che la congregazione elargisce ogni anno alle Chiese sotto la sua giurisdizione un sussidio finanziario ordinario, oltre a mettere in atto un’altra serie di attività.

“Se si considera il rapporto tra la quantità del personale impiegato e le risorse distribuite — sottolinea la nota — si potrà verificare con facilità che i costi di gestione sono di gran lunga inferiori a qualsiasi organizzazione internazionale impegnata nel campo della cooperazione”.

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