May 25, 2010 / 10:34 AM / 9 years ago

Intercettazioni: lunedì in aula Senato, ipotesi fiducia

di Roberto Landucci

L'aula del Senato durante una votazione (foto d'archivio) REUTERS/Tony Gentile (ITALY)

ROMA (Reuters) - Il ddl che contiene una stretta all’uso delle intercettazioni nelle inchieste e alla loro pubblicazione sui media andrà in aula al Senato da lunedì 31 maggio, dopo un travagliato iter in commissione Giustizia e a quasi un anno dal sì con la fiducia della Camera.

Lo ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl, ha detto che il dibattito in aula sarà concentrato in 10 ore e non esclude che già martedì primo giugno possa arrivare il voto finale, ma non si è voluto sbilanciare sull’intenzione del governo di chiedere la fiducia anche al Senato.

Il senatore del Pdl Roberto Centaro, relatore del provvedimento, è più cauto sui tempi delle votazioni, ipotizzando che il sì finale di Palazzo Madama possa slittare anche di una settimana, prima di passare alla Camera per un’altra lettura.

Sulla possibilità che il governo metta la fiducia crede molto la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro.

“Il governo porrà la fiducia. Lo abbiamo chiesto al ministro (per i Rapporti con il parlamento Elio) Vito e lui non l’ha escluso, anche se ha detto che deve essere ancora autorizzata dal Cdm”, ha detto Finocchiaro ai giornalisti al termine della capigruppo..

Gasparri ha confermato invece che il Pdl intende correggere in aula alcuni punti del disegno di legge, eliminando dei cambiamenti fatti dalla commissione Giustizia, che ha presentato il suo testo stamattina dopo l’ennesima maratona notturna.

“Il mio gruppo intende preparare alcuni emendamenti che riguardano la possibilità per i media di dar conto per riassunto degli atti di un’inchiesta (cosa che viene esclusa dalla versione attuale del ddl, ndr.) e altri emendamenti che riguardano la parte sull’informazione e l’editoria”, ha detto Gasparri.

Nel testo uscito dalla commissione, i media non potranno più pubblicare non solo le intercettazioni ordinate e raccolte dai pm che conducono le inchieste, ma neppure il contenuto degli altri atti, con l’eccezione delle richieste e delle ordinanze di custodia cautelare, fino al termine delle indagini preliminari.

Centaro ha aggiunto che “qualcosa potrebbe esserci sulle intercettazioni ambientali e sull’editoria, per il resto si tratterà solo di qualche punto e virgola”.

Negli ultimi giorni una dichiarazione di un sottosegretario Usa alla Giustizia sul pericolo che una nuova legge sulla materia possa indebolire la lotta alla mafia, ha acceso nuove polemiche, dopo le critiche di magistrati, investigatori e media.

Alfano ha risposto ricordando che il ddl prevede un “doppio binario” sulle intercettazioni, anche ambientali, preservando la legislazione vigente più permissiva proprio per i reati di mafia e terrorismo. L’opposizione ha risposto che le indagini su tali reati nascono molto spesso da altre per reati minori, per i quali l’uso delle intercettazioni sarebbe fortemente limitato.

Contro il disegno di legge è tornato oggi alla carica il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, dicendo di attendersi che il presidente della Repubblica, che deve promulgare le leggi votate dal Parlamento, “tenga la schiena dritta, perché mai come in questo momento ce n’è bisogno”.

In una conferenza stampa Di Pietro ha detto che l’Idv “intende battersi per un solo emendamento: l’abrogazione del ddl”.

“Ma se la legge sarà promulgata, il giorno dopo raccoglieremo le firme per un referendum”.

Dopo il voto del Senato sarà la Camera a riprendere in mano il provvedimento.

Secondo fonti della maggioranza, i malumori della minoranza finiana del Pdl — più numerosa a Montecitorio che a Palazzo Madama — per i cambiamenti in corso d’opera al testo, indurrebbero il governo a fare delle modifiche condivise da tutto il partito già al Senato, in modo da evitare ulteriori spaccature alla Camera e garantire il sì definitivo del Parlamento ad una legge in discussione da oltre un anno.

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