12 maggio 2010 / 17:41 / 8 anni fa

Scajola non deporrà a Perugia, avvocato: non ci sono garanzie

ROMA (Reuters) - L‘ex ministro dello Sviluppo Scajola non si presenterà ai pm di Perugia che indagano sull‘inchiesta dei cosiddetti Grandi Appalti, annuncia questa sera il suo legale, perché le notizie pubblicate stampa sulla vicenda lo dipingerebbero non come testimone, ma come indagato.

<p>Claudio Scajola in foto d'archivio. REUTERS/Remo Casilli</p>

“Questo pomeriggio ho deciso di non far presentare il mio assistito... all‘audizione come persona informata sui fatti per il 14 maggio p.v., dandone comunicazione ai magistrati”, ha scritto in una nota l‘avvocato Giorgio Perroni.

“Oramai da giorni la stampa nazionale riporta quel che viene presentato come il contenuto di atti di indagine.... concernenti la compravendita di un immobile sito a Roma... di proprietà del ministro Scajola ed oggetto di investigazione da parte della Procura di Perugia”.

La vicenda che coinvolge l‘ex ministro del Pdl è quella dell‘acquisto di un appartamento alcuni anni fa nel centro di Roma, che sarebbe stato pagato non solo con denaro dello stesso Scajola, ma anche con assegni circolari per circa 900mila euro provenienti dal costruttore Guido Anemone.

I media riferiscono poi che i pm indagherebbero anche su presunti favori concessi da Scajola al costruttore, ha detto l‘avvocato.

Anemone - scarcerato nel weekend per decorrenza dei termini - è uno dei principali indagati nell‘inchiesta sugli appalti per le Grandi opere, divisa in tre filoni in mano alle procure di Perugia, Roma e Firenze. Tra gli altri compaiono anche il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, e - ancora in carcere - Angelo Balducci, all‘epoca dei fatti presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici del ministero delle Infrastrutture.

“Alla luce di tali notizie, che si dimostreranno non conformi al vero, non riesco obiettivamente a comprendere come la Procura di Perugia possa valutare di sentire l‘Onorevole Scajola in una veste che parebbe oramai solo formalmente, ma non già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti”.

Secondo il legale, questa situazione “non è corretta su un piano tecnico processuale” e rischia di fare in modo che “la richiesta audizione avvenga... senza il rispetto delle garanzie difensive normativamente previste”.

Inoltre, l‘avvocato Perroni si dice convinto, nella nota, che la procura perugina non sia competente a indagare, e che a farlo debba essere “eventualmente” il tribunale dei ministri.

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